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*Il paesaggio di [[Khartoum]] ha una qualità "cosmica" pronunciata. L'infinita distesa del deserto senza strade, la traiettoria est-ovest del sole e l'asse sud-nord e del [[Nilo]], creano un ordine naturale di singolare vigore. In questo luogo, i punti cardinali non sono soltanto immaginabili ma visibili, e l'esistenza umana entra a far parte di un sistema più vasto e apparentemente assoluto. Mancano transizioni e sfumature: ogni cosa ha un suo preciso significato. I colori, che nel mondo nordico sono pregni di suggestioni poetiche, qui si riducono poche funzioni basilari: il bianco per la luce solare, il giallo-bruno-grigio per la sabbia, l'azzurro per il fiume e il verde per la vegetazione. (pp. 135-136)
*Il termine "idillio" usato per caratterizzare il Genius Loci di [[Roma]] può apparire sorprendente ad una prima lettura. In che senso la caput mundi sembra "idilliaca"? È ovvio che non ci si riferisce a quella intimità di dimensioni ridotte così frequente nei paesini e nelle cittadine nordiche. La monumentalità e la grandezza di Roma rimangono indiscusse, ma i singoli spazi presentano una "interiorità" che emana protezione e appartenenza. Malgrado la sua imponenza, la città conservato una semplicità rustica che la apparenta alla natura. Non vi è, probabilmente, altra capitale europea in grado di esprimere tale attaccamento alla natura, né altro luogo ove la natura sia tanto umanizzata. Proprio in questa speciale caratteristica potrebbe consistere l'essenza del Genius Loci romano: il sentimento di appartenenza ad un ambiente naturale conosciuto. (p. 142)
*In genere, si può dire che i significati radunati dal luogo costituiscono il suo ''Genius Loci''. (p. 170)
*Solo quando comprenderemo i nostri luoghi, saremo in grado di partecipare creativamente e di contribuire alla loro storia. (p. 202)
 
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