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Sposto.
*Amara neve e luna!<br/>Un rosso lupo che un angelo strangola. Le tue gambe tintinnano nell'incedere come azzurro ghiaccio e un sorriso pieno di tristezza e orgoglio ha impietrito il tuo volto e la fronte impallidisce per l'ebbrezza del gelo;<br/>o forse si china muta sul sonno di un guardiano, che s'è lasciato cadere nella sua capanna di legno.<br/>Gelo e fumo. Una bianca camicia di stelle brucia le spalle di chi la porta e gli avvoltoi di Dio sbranano il tuo cuore di metallo. (da ''Notte invernale''<ref>In ''Le poesie'', 1983, p. 243.</ref>)
*''Ai selvaggi organi della tempesta invernale | somiglia del popolo l'oscura collera, | la purpurea onda della battaglia, | di stelle sfrondate.'' (da ''Sul fronte orientale''<ref>In ''Le poesie'', 1983, p. 319.</ref>)
*''L'azzurra fonte ai tuoi piedi, misteriosa la rossa calma della tua bocca, | abbuiata dal sopore del fogliame, dal cupo oro di maceri girasoli. | Le tue palpebre sono gravi di papavero e sognano sommesse sulla mia fronte. | Soavi [[campana|campane]] solcano il petto d'un tremito. Una nuvola azzurra | è il tuo volto su me calato nel crepuscolo. | Una canzone sulla chitarra, che risuona in taverna straniera, | i selvaggi cespugli di sambuco laggiù, un giorno di novembre da gran tempo trascorso, | passi familiari sulla scala in penombra, la vista di travi scurite, | un'aperta finestra, a cui rimane sospesa una dolce [[speranza]]; | indicibili sono, o Dio, queste cose, e si cade in ginocchio.'' (da ''Per via''<ref>In ''Poesie'', 1997, pp. 61-62; citato in [[Vittorio Santoli]], ''La letteratura tedesca moderna'', con un'analisi della letteratura contemporanea di [[Marianello Marianelli]], Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1971, pp. 330-331.</ref>)
*''Voi grandi città | su pietra innalzate | nella pianura! | Così senza parola segue | il senza patria | dalla scura fronte il vento, | gli alberi nudi sulla collina. | Voi, dalla luce incerta all'orizzonte, fiumi! | Poderoso soverchia | tetro, vesperale rosso | nelle nubi di tempesta. | Voi moribonde nazioni ! | Pallida onda | che s'infrange sulla riva della notte, | cadenti stelle.'' (''Occidente, 3, a [[Else Lasker-Schüler]] in venerazione.''<ref>Citato in Georg Trakl, ''Liriche scelte'', a cura di Pietro Tripodo, Salerno Editrice, Roma, 1991, pp. 73-74. ISBN 8884020778</ref>)
*''Di nuovo vagando nell'antico parco, | oh, calma dei gialli e rossi [[fiore|fiori]], | anche voi in lutto, voi dolci dèi, | e l'autunnale oro dell'olmo. | Immobile spicca nell'azzurrino stagno | la canna, a sera ammutolisce il tordo. | Oh! curva allora anche tu la fronte | dinanzi al marmo diroccato degli avi.'' (''Nel parco''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 49.</ref>)
*''L'azzurra fonte ai tuoi piedi, misteriosa la rossa calma della tua bocca, | abbuiata dal sopore del fogliame, dal cupo oro di maceri girasoli. | Le tue palpebre sono gravi di papavero e sognano sommesse sulla mia fronte. | Soavi [[campana|campane]] solcano il petto d'un tremito. Una nuvola azzurra | è il tuo volto su me calato nel crepuscolo. | Una canzone sulla chitarra, che risuona in taverna straniera, | i selvaggi cespugli di sambuco laggiù, un giorno di novembre da gran tempo trascorso, | passi familiari sulla scala in penombra, la vista di travi scurite, | un'aperta finestra, a cui rimane sospesa una dolce [[speranza]]; | indicibili sono, o Dio, queste cose, e si cade in ginocchio.'' (da ''Per via''<ref>In ''Poesie'', 1997, pp. 61-62; citato in [[Vittorio Santoli]], ''La letteratura tedesca moderna'', con un'analisi della letteratura contemporanea di [[Marianello Marianelli]], Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1971, pp. 330-331.</ref>)
*Che t'inchioda sulla scala diroccata, nella casa dei tuoi padri? Un nero di piombo. Che sollevi con mano d'argento agli occhi; e le palpebre ripiombano come ebbre di papavero? Ma traverso il muro di pietra tu vedi il cielo stellato, la Via Lattea, Saturno; rosso. Furioso al muro di pietra picchia l'albero spoglio. Tu su scalini in rovina: albero, stella, pietra! Tu, azzurra fiera, che sommessa trema; tu, il pallido sacerdote che la scanna sul nero altare. Oh il tuo sorriso nel buio, triste e cattivo, che un bimbo nel sonno impallidisce. Una rossa fiamma balzava dalla tua mano e una farfalla s'abbruciava. Oh il flauto della luce; oh il flauto della morte. Che t'inchiodava sulla scala in rovina nella casa dei tuoi padri? Là alla porta picchia un angelo con dito di cristallo.(Da ''Metamorfosi del male''<ref>In ''Poesie'', 1997, pp. 88-89.</ref>)
*Sublime è il silenzio della foresta, buio inverdito e i muscosi animali, che svolazzano in alto, quando scende la notte. Oh! l'orrore, poi che ogni essere conosce la sua colpa, va per sentieri di spine. Così trovò egli nel roveto la bianca figura della bimba, sanguinante pel manto del suo fidanzato. Ma egli stava sepolto nella sua chioma d'acciaio muto e dolorante innanzi a lei. Oh gli angeli raggianti, che il vento purpureo della notte disperse. La notte abitava egli in grotta di cristallo e la lebbra cresceva, d'argento, sulla sua fronte. Ombra, scendeva egli l'ultimo sentiero sotto stelle autunnali. (da ''Sogno e ottenebramento'',<ref> In ''Poesie'', 1997, p. 117.</ref>)