Vijñānabhairava Tantra: differenze tra le versioni

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*47. Colui che, nel corpo, pensi l'epidermide come un muro di cinta, meditando come nulla vi sia dentro di esso, gode del piano che trascende il meditabile. (XXIV; 2002)
:''Supponi che la tua forma passiva sia una stanza vuota con pareti di pelle – vuota.'' (s. 18; ''I segreti del risveglio'')
*57. Lo [[yogin]] mediti come questo tutto, o grande Dea, sia diventato [[vuoto]]. La sua mente si dissolverà allora in esso ed egli godrà, di conseguenza, della dissoluzione della mente. (XXXIV; 2002)
*70. Allo sperimentare una grande [[gioia]] o alla vista di un amico dopo lungo tempo, meditando sulla beatitudine sorta, ecco che [lo yogin], immerso con la mente in essa, in essa si dissolve. (XLVII; 2002)
*71. Se uno, in occasione del dischiudersi della beatitudine gustativa, manifestata da cibi e bevande, realizza nella meditazione tale stato di pienezza, allora si invera la grande [[beatitudine]]. (XLVIII; 2002)