Differenze tra le versioni di "Rino Fisichella"

+1
(fonti in nota, minuzie)
(+1)
 
==Citazioni di Salvatore Fisichella==
*[...] [[Adrienne von Speyr]] si presentò agli occhi di [[Hans Urs von Balthasar|Balthasar]] come [...] una donna che facilmente spingeva, per un suo carisma [...], ad intravvedere le linee del paradosso e del dramma nascosto nel mistero dell'incarnazione di Dio. <ref>Da ''Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr. L'inseparabilità delle due opere'', ''Communio'', n. 172-173, luglio-ottobre 2000, [https://books.google.it/books?id=icFd87qsf1cC&pg=RA1-PA64 p. 64]</ref>
*Sappiamo quanto la [[Oriana Fallaci|Fallaci]] tenga alla sua autonomia di giudizio, che è forse la qualità che più le ha permesso di fare storia, sia dal punto di vista del giornalismo che della narrativa. Così come sappiamo quanto il teologo [[Papa Benedetto XVI|Ratzinger]] sia stato sempre libero dalle idee ricevute e incurante del ''politically correct''. Se c'è stato un incontro, esso è avvenuto sulla base della profonda libertà che queste due persone esprimono.<ref name=Accattoli>Dall'intervista di Luigi Accattoli, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2005/giugno/25/Ratzinger_Oriana_incontro_tra_due_co_9_050625031.shtml «Ratzinger e Oriana: l'incontro tra due pensieri liberi»]'', ''Corriere della Sera'', 25 giugno 2005.</ref>
 
*{{NDR|[[Papa Giovanni Paolo II]]}} Ha avuto il grande merito di entrare in dialogo con l'[[Islam]] mantenendo la propria identità e questa è forza, non debolezza. A chi pensava di usare la violenza della spada Giovanni Paolo II ha mostrato un'altra via, che è quella – mi permetto di dire alla [[Oriana Fallaci|Fallaci]] – della forza della ragione. È da deboli opporre violenza alla violenza, è da forti riportare tutti alla ragione.<ref name=Accattoli/>
*Non ci allontaniamo molto se pensiamo che l'opera di [[Hans Urs von Balthasar|von Balthasar]] si pone in piena continuità con le grandi opere dei Padri della Chiesa.<ref>In AA.VV. ''Hans Urs von Balthasar. Cento anni dalla nascita'', ''Communio'', n. 203-204, settembre-dicembre 2005.</ref>
 
*Non ci allontaniamo molto se pensiamo che l'opera di [[Hans Urs von Balthasar|von Balthasar]] si pone in piena continuità con le grandi opere dei Padri della Chiesa.<ref>In AA.VV. ''Hans Urs von Balthasar. Cento anni dalla nascita'', ''Communio'', 203-204, settembre-dicembre 2005.</ref>
 
*[...] [[Gesù]] dice che noi siamo il sale della terra e come una città posta sopra il monte che deve essere vista. Non possiamo venir meno alle nostre responsabilità. Essere sale della terra significa essere capaci di portare una novità nel mondo, che non proviene da noi. Noi non siamo i primi della classe; siamo però coloro che hanno ricevuto una responsabilità, quella di rendere partecipi tutti del mistero dell'amore di Dio, che è stato vissuto e rivelato da Gesù di Nazareth. Questo ci porta quindi a dover considerare anche che, nel momento in cui non siamo più sale della terra, cioè nel momento in cui ci togliamo dal mondo per vivere in privato, siamo disprezzati dagli uomini. Gesù ci mette in guardia da questo pericolo quando dice che se il sale perde il sapore, non soltanto è gettato via, ma è calpestato dagli uomini. Questa è una parola credo tra le più drammatiche, e per alcuni versi violente, che il Signore ha pronunciato. Gesù dice che non possiamo venir meno in questo, perché il mondo ci disprezzerebbe.<ref>Dall'intervista di Walter Montini, ''[http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=15983 Il sapore della presenza]'', ''30Giorni'', novembre 2007.</ref>
 
*{{NDR|Sulla [[Lega Nord]]}} Quanto ai problemi etici, mi pare che manifesti una piena condivisione con il pensiero della Chiesa.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/30/Fisichella_intervento_dei_vescovi_era_co_8_100330027.shtml Fisichella: l'intervento dei vescovi era necessario]'', ''Corriere della Sera'', 30 marzo 2010.</ref>
 
*La Chiesa non ha mai cambiato idea a tal proposito {{NDR|sui divorziati}} [...] Il presidente [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] essendosi separato dalla seconda moglie, la signora [[Veronica Lario|Veronica]], con la quale era sposato civilmente, è tornato ad una situazione, diciamo così, ex ante. Il primo matrimonio era un matrimonio religioso. È il secondo matrimonio, da un punto di vista canonico, che creava problemi. È solo al fedele separato e risposato che è vietato comunicarsi, poiché sussiste uno stato di permanenza nel peccato. A meno che, ovviamente, il primo matrimonio non venga annullato dalla Sacra Rota. Ma se l'ostacolo viene rimosso, nulla osta.<ref>Citato in ''[http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=98905&sez=HOME_INITALIA Fisichella: «La Comunione? Berlusconi si è separato da Veronica, può farla»]'', ''Il Messaggero'', 21 aprile 2010.</ref>
 
*{{NDR|Sulla [[bestemmia]] pronunciata da [[Silvio Berlusconi]] al termine di una barzelletta}} Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose. Certamente, non bisogna da un lato diminuire la nostra attenzione, quando siamo persone pubbliche, a non venir meno a quello che è il nostro linguaggio e la nostra condizione; dall'altra credo che in Italia dobbiamo essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2010/10/02/news/avvenire_premier-bestemmia-7639946/?ref=HREA-1 Il Vaticano contro Berlusconi "Battute deplorevoli e offensive"]'', ''la Repubblica'', 2 ottobre 2010.</ref>
 
*{{NDR|In risposta a [[Rosy Bindi]]}} Perché la bestemmia sia peccato, è necessario vi sia anche il deliberato consenso di voler offendere Dio e la piena avvertenza di quanto si sta facendo. [...] Non sempre la persona che bestemmia pecca. Ciò non significa indulgere, ma comprendere [...] il contesto [...]. Eludere questa condizione equivale a essere giudici spietati, privi di [...] comprensione e misericordia. [...] È peggio dire un'insulsa barzelletta condita da un'imprecazione, o presentare una legge contro la famiglia e pro nozze gay? Salvare la vita di Eluana o preferire l'eutanasia? Migliorare la legge sull'aborto o favorire la Ru486? Da vescovo sono turbato se vedo le pecorelle smarrirsi nei meandri dell'interesse politico, ignorando l'abc della morale cattolica.<ref>Sul settimanale ''Oggi'', 4/1/2010.</ref>