Jim Morrison: differenze tra le versioni

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*La mentalità del giornalista assomiglia alla psicologia del guardone. Mi sembra che i giornalisti non parlino mai di sé come fanno gli altri. Assorbono come spugne e non mettono mai seriamente in discussione la propria psiche. (p. 26)
*Non c'è niente di più divertente che suonare per un pubblico. C'è una fantastica tensione. Si è liberi, e al tempo stesso si ha l'obbligo di suonare bene. Amo questa sensazione, allo stesso modo in cui un atleta ama correre, tenersi in forma. Diversi dei migliori ''trip'' musicali che abbiamo avuto sono avvenuti nei locali. Nei concerti live non puoi permetterti di fare stronzate. Se non va, se ne accorgono tutti. (p. 27)
*Una folla, intesa come unità, non ha un cervello. Ma individualmente tutti ce l'hanno. Nella testa di certe [[Sedicenne|sedicenni]] c'è più filosofia di quanta se ne possa immaginare. Alcune lettere di fan che leggo sulle riviste sono desolate, profonde, sincere. Mi colpiscono davvero tanto. Sono assolutamente aperte. (p. 27)
*Il nostro lavoro, le nostre esibizioni, sono uno sforzo di metamorfosi. È come un rituale di purificazione in senso alchemico. Prima ci deve essere un periodo di disordine, di caos, il ritorno a una landa di disastro primordiale. In tal modo si purificano gli elementi e si trova un nuovo seme di vita che trasforma l'intera esistenza, l'intera materia, l'intera personalità, finché alla fine, se tutto va bene, si riemerge per ricomporre ogni dualismo e opposizione. Allora non si parlerà più di Male e di Bene ma di qualcosa di uniforme e puro. La nostra musica e la nostra personalità, così come appaiono nelle performance, sono ancora in uno stato di caos e di disordine, forse con un incipiente elemento di purezza pronto a svilupparsi. (p. 25)
*Mi piace qualunque ragazza mi rivolga la parola. (p. 27)