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*Io [[accusa|accuso]].<ref>Titolo di una lettera aperta al presidente francese, in cui denunciava il comportamento dell'esercito francese nell'affare Dreyfus. Pubblicata sul giornale ''L'Aurore'' il 13 gennaio 1898.</ref>
:''J'accuse''.
*Il talento del Signor [[Édouard Manet|Manet]] è fatto di semplicità e di esattezza. Senza dubbio, davanti alla natura incredibile di alcuni dei suoi colleghi si sarà deciso ad interrogare la realtà, solo con sé stesso: avrà rifiutato tutta la perizia acquisita, tutta l'antica esperienza, avrà voluto prendere l'arte dall'inizio, cioè dall'osservazione esatta degli oggetti. Si è dunque messo coraggiosamente di fronte a un soggetto, ha visto questo soggetto per larghe macchie, per opposizioni vigorose, e ha dipinto ogni cosa così come la vedeva.
:''Le talent de M. Manet est fait de simplicité et de justesse. Sans doute, devant la nature incroyable de certains de ses confrères il se sera décidé à interroger la realité, seul à seul: il aura refusé toute la science acquise, toute l'expérience ancienne, il aura voulu prendre l'art au commencement, c'est à dire à l'observation exacte des objects. Il s'est donc mis courageusement en face d'un sujet, il a vu ce sujet par larges taches, par oppositions vigoureuses, et il a peint chaque chose telle qu'il la voyait''.<ref>Citato in Lionello Venturi ''Storia della critica d'arte'', Einaudi, Torino, 1966, p. 270.</ref>
*La [[scienza]] ha promesso la felicità? Non credo. Ha promesso la [[verità]], e la questione è sapere se con la verità si farà mai la felicità. (Discorso agli studenti parigini, 18 maggio 1893)