Differenze tra le versioni di "Don DeLillo"

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→‎incipit di alcune opere: L'angelo Esmeralda
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E mi piaceva che la storia qui non circolasse a piede libero. Qui la segregavano, la storia visibile. La ingabbiavano, la fondevano e la brunivano, la conservavano in musei e piazze e in parchi commemorativi. Il resto era geografia, tutto spazio, luci e ombre, e un indicibile calore incombente. (p. 118)
 
==[[incipit]] dedi ''La stella dialcune Ratner''opere==
===''L'Angelo Esmeralda''===
Creazione<br>
 
Era un'ora di macchina, la strada perlopiù in salita, sotto una pioggia caliginosa. Tenevo il finestrino abbassato di pochi centimetri nella speranza di catturare un profumo, la fragranza di un qualche arbusto aromatico. Il nostro autista rallentava nei tratti più malagevoli, nelle curve più strette o quando incrociavamo altre auto nella foschia. A intervalli la vegetazione a bordo strada si diradava e comparivano alla vista squarci, intere vallate di vera e propria giungla che si stendeva tra le colline.
 
===''La stella di Ratner''===
Il piccolo Billy Twillig salì a bordo di un Sony 747 diretto verso una terra lontana. Questo si sa per certo. che salì sull'aereo. L'aereo era un Sony 747, come indicato sull'aereo stesso, ed era previsto che arrivasse in un luogo prestabilito un certo numero di ore dopo il decollo. Questa parte è comprovata, solida come roccia (''khalix, calculus''), vera come il numero uno. Davanti c'era però l'orizzonte sonnolento, pulsante fra polvere e fumi, una finzione i cui limiti erano determinati dalla prospettiva individuale, un po' come quelle quantità immaginarie (la radice quadrata di meno uno, per esempio), che conducono a dimensioni nuove.
 
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