Martha Nussbaum: differenze tra le versioni

1 230 byte aggiunti ,  9 anni fa
nessun oggetto della modifica
m (Automa: Correzione automatica trattini in lineette.)
Nessun oggetto della modifica
*Il metodo socratico è una pratica sociale. L'ideale sarebbe che esso ispirasse il funzionamento della gran parte delle istituzioni sociali e politiche. Poiché stiamo trattando dell'istruzione formale, vediamo che essa può essere considerata come una disciplina, da inserire in un programma scolastico o universitario. Non sarà mai insegnata bene, però, fino a quando non informerà lo spirito pedagogico nelle classi e l'''ethos'' di tutta la scuola. Ogni studente deve essere trattato come un individuo da cui ci si aspetta che possa esprimersi in un contributo attivo, e creativo, alla discussione in classe. Questo tipo di pedagogia è possibile solo con piccole classi, o, almeno, con incontri regolari di piccoli gruppi provenienti da classi più ampie (pag. 72).
*Alla base dell'opera di [[Friedrich Fröbel|Fröbel]], che si occupa dell'educazione dei bambini molto piccoli, le tecniche socratiche sono sicuramente presenti, anche se non in maniera formale: lo si coglie nell'incoraggiamento rivolto al bambino perché sia attivo, curioso e riflessivo, anziché meramente ricettivo. Altrettanto socratica è la sua idea che ogni bambino meriti rispetto, e che ognuno (senza distinzione di classe o di genere) debba fare domande e dire la sua. Oggi i bambini di tutto il mondo devono molto all'opera di questo pedagogista, visto che l'idea di una primissima educazione attraverso il gioco in un'atmosfera di partecipazione e amore ha favorito la diffusione di nidi e scuole materne più o meno ovunque. Quest'idea feconda è osteggiata nel mondo attuale, perché i bambini sono sempre più indotti ad acquisire conoscenze, sempre più precocemente, spesso perdendo la possibilità di apprendere tramite la serenità del gioco (pagg. 77-78).
*L'aspirazione a rendere socratiche le scuole primarie e secondarie non è utopistica, né richiede doti eccezionali. È assolutamente alla portata di qualsiasi comunità che rispetti l'intelligenza dei suoi giovani e le esigenze di una democrazia vitale. Invece, cosa sta succedendo oggi? Ebbene, in tanti paesi [[Socrate]] non è mai stato di moda oppure non lo è più da tempo. Le scuole pubbliche in [[India]] sono luoghi deprimenti dove si apprende in modo meccanico e ripetitivo, impermeabili agli insegnamenti di [[Tagore]] e dei suoi colleghi socratici. Negli [[Stati Uniti]] va un po' meglio, perché [[John Dewey|Dewey]] e i suoi esperimenti socratici hanno esercitato un'ampia influenza. Ma le cose stanno cambiando rapidamente e [...] siamo prossimi al collasso dell'ideale socratico. Le democrazie di tutto il mondo stanno sottovalutando, e di conseguenza trascurando, i saperi e le capacità di cui abbiamo disperatamente bisogno per mantenere vitale, rispettosa e responsabile la democrazia stessa (pagpagg. 91-92).
*La conoscenza non è garanzia di un buon comportamento, ma l'ignoranza lo è quasi certamente di uno cattivo (pag. 96).
*Un buon insegnamento richiede di abituare i bambini e i ragazzi a vedere come la storia viene costruita a partire da fonti e testimonianze di vario tipo, a valutare i dati a disposizione, e ad imparare ad affrontare differenti narrazioni storiche. La discussione in classe su ciò che si è imparato deve essere alimentata da spirito critico; quando si studiano la storia e l'economia di una cultura, devono fioccare le domande sulle differenze di potere e di opportunità, sul ruolo delle donne e delle minoranze, sui meriti e i difetti delle diverse strutture di organizzazione politica (pag. 104).
*L'istruzione che io propongo richiede agli insegnanti di fare le cose in maniera diversa. Metterla in pratica comporterebbe grandi cambiamenti nella formazione dei docenti, almeno nella maggior parte dei distretti scolastici degli Stati Uniti e nella gran parte dei paesi del mondo. Richiederebbe anche ai dirigenti scolastici [...] di cambiare lo spirito delle loro scuole. In questi termini, l'istruzione diventa costosa. Ma si tratta, io credo, di costi transitori. In sé non vi è nulla di costoso dopo avere impostato le cose in questo modo: una volta predisposte secondo il nuovo criterio, le cose andranno avanti da sé. Vorrei aggiungere che un tipo di istruzione che coinvolge studenti e docenti e li induce a fare le cose insieme in maniera appassionata, dando spazio alla riflessione e alla fantasia, addirittura riduce i costi poiché limita l'anomia e la perdita di tempo che in genere accompagnano la mancanza di slancio personale (pag. 133).
*L'imperativo della crescita economica ha indotto la maggiorparte dei governi europei a rivedere tutta L'istruzione universitaria – in termini di insegnamento e di ricerca – secondo linee orientate allo sviluppo economico, domandandosi quanto ciascuna disciplina e ciascun ricercatore possano effettivamente contribuire alla crescita economica. Prendiamo la [[Gran Bretagna]]. Fin dall'era [[Margaret Thatcher|Thatcher]], di norma, i dipartimenti umanistici inglesi rendono conto al governo, che finanzia tutte le istituzioni accademiche, dovendo dimostrare come la loro ricerca e il loro insegnamento portino vantaggi economici (pag. 140).
*Le democrazie hanno grandi risorse di intelligenza e di immaginazione. Ma sono esposte ad alcuni seri rischi: scarsa capacità di ragionamento, provincialismo, fretta, inerzia, egoismo e povertà di spirito. L'istruzione volta esclusivamente al tornaconto sul mercato globale esalta queste carenze, producendo un'ottusa grettezza e una docilità - in tecnici obbedienti e ammaestrati - che minacciano la vita stessa della democrazia, e che di sicuro impediscono la creazione di una degna cultura mondiale (pag. 154).
*Di certo i politici hanno obiettivi che non lasciano presagire nulla di buono sulle loro decisioni riguardo all'istruzione superiore. Si devono preparare alle elezioni - per di più in tempi di profondo disagio economico - e hanno bisogno di esibire risultati tangibili, del tipo "Ho generato ''x'' posti di lavoro per lo stato di ''Y''". Risultati meno concreti, come "Ho gettato le basi per la salvaguardia della democrazia nel lungo periodo", rischiano di non pagare alle urne, oggi in particolare, e quindi i politici sono indotti dalla struttura stessa dei loro incentivi a preferire un modello educativo orientato al risultato economico nel breve periodo. Ciò avviene in tutto il mondo (pagg. 158-159).
 
===Citazioni su ''Non per profitto''===
Utente anonimo