Differenze tra le versioni di "Eve Ensler"

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* È una stagione pericolosa per le italiane. Da anni [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] costruisce per le giovani un modello fuorviante. Il messaggio è che, se sei potente, puoi comprarti le ragazze. Le quali, di conseguenza, diventano oggetti che possono essere acquistati e venduti per servire vecchi ricchi e autoritari. Il rischio è che le giovani comincino a trasformarsi in oggetti sessuali senza neppure che qualcuno lo chieda loro e accettino di prestarsi a quel circo sessuale perché pensano che sia l'unico modo per acquistare potere. La manifestazione del 13 febbraio è stata un segno potente. Le donne non devono cedere, questo è il momento di resistere: senza di loro, non esisterebbe l'Italia.
* {{NDR|Dai 13 ai 19}} Sono gli anni in cui ci viene detto: "Non essere troppo estrema, intensa, emotiva". Bisogna conformarsi, vengono scoraggiate originalità, bontà, nobiltà, devozione, ossessività, emotività, diminuendo ogni potenziale. Mi ci è voluta una vita per ricatturare, ripristinare e "riabitare" quella parte di me ragazza che è stata soffocata, ridicolizzata e sminuita. Assistendo alle umiliazioni inflitte alle ragazze in tutto il mondo, ho capito che si cerca di sabotarle ovunque, disattivando la forza delle emozioni.
* Il [[mondo]] è così scollegato dalle emozioni, così dissociato dal suo cuore. Sono convinta che se il legame venisse riallacciato, molti orrori non accadrebbero più.
* Tutta la mia vita è stata un tentativo di resistere alla tirannia del patriarcato.
* L'[[Africa]] è il cuore nevralgico del mondo, e il [[Congo]] è il cuore del cuore. Saranno le donne congolesi a curare quel cuore.
=== Citazioni ===
* Credo che ciò che non si dice non venga visto, riconosciuto e ricordato. Ciò che non diciamo diventa un segreto, e i segreti spesso creano vergogna, paura e miti. (p. 15)
* Fa paura pronunciare questa parola. "[[Vagina]]". All'inizio hai l'impressione di sfondare un muro invisibile. "Vagina". Ti senti in colpa, a disagio, come se qualcuno stesse per colpirti. Poi, dopo che l'hai detta per la centesima o la millesima volta, ti viene in mente che è la ''tua'' parola, il ''tuo'' corpo, la ''tua'' parte più essenziale. All'improvviso ti rendi conto che la vergogna e l'imbarazzo che provavi pronunciandola miravano a mettere a tacere il tuo [[desiderio]], a erodere la tua [[ambizione]]. (p. 16)
* La mia vagina è una conchiglia, una tenera conchiglia rosa rotonda, che si apre e si chiude. La mia vagina è un fiore, un tulipano eccentrico, dal centro acuto e profondo, il profumo tenue, i petali delicati ma robusti. (p. 49)
* La mia vagina è una conchiglia, un tulipano e un destino. Arrivo mentre incomincio già a partire. La mia vagina, la mia vagina, io. (p. 54)
*''Perché tutti hanno molta più paura del [[sesso]] | che dei missili SCUD? | E chi ha detto che Dio non amava il piacere? | E se la famiglia nucleare eterosessuale è così meravigliosa | perché tutti la fuggono | o spendono i risparmi di una vita | per piangerci sopra chiusi in una stanza con uno sconosciuto?'' (p. 22)
*''La [[Guerra d'Iraq|guerra in Iraq]] costa quasi tremila miliardi di dollari. | Non so nemmeno contare fin lì | ma so | che il denaro avrebbe potuto cancellare | avrebbe cancellato | la povertà in generale | e questo avrebbe cancellato il terrorismo. | Com'è che abbiamo i soldi per uccidere | ma non per sfamare o per guarire? | Com'è che abbiamo i soldi per distruggere | ma non per l'arte e per le scuole?'' (p. 22)
*''Perché nessuno ricorda nulla? | E come mai i delinquenti ricchi | sono pagati profumatamente per tenere discorsi | mentre i delinquenti poveri sono torturati | e chiusi in prigione? | C'è qualcuno che se ne occupa? | O tutto questo sta sfuggendo al controllo e finirà per | esplodere o dissolversi? | E se c'è qualcosa che possiamo fare | perché non lo facciamo? | Che fine ha fatto la [[rabbia]]? | Che fine hanno fatto la correttezza | o la [[responsabilità]]? | Che fine ha fatto il pudore nell'esibire la propria ricchezza? | Che fine ha fatto la [[bontà]]? | Che ne è stato degli adolescenti che si ribellavano | invece di comprare e vendere? | Che ne è stato degli adolescenti che si baciavano | invece di scrivere blog e dire malignità? | Che ne è stato degli adolescenti che marciavano | e si opponevano | invece di sfruttare e utilizzare?'' (p. 25)
*''Dammi qualcosa in cui credere | che non sia la marca di un prodotto.'' (p. 26)
*''Io dico proviamoci | se tutto sta andando in malora. | Io dico parliamone | lottiamo | raddrizziamo le cose | prima che non ci sia più nulla | cui aggrapparsi. | Sta a noi farlo. | È uno schifo, ma è così. | Sta a te e a me, piccola.'' (p. 26)
* ''E siamo quelle che hanno temuto e amato i propri figli | anche se hanno il volto di chi le ha violentate. | Siamo le ragazze che hanno smesso di tagliarsi per sfogare il proprio dolore | E siamo le ragazze che non hanno voluto farsi togliere il clitoride e rinunciare al piacere. | Siamo: | Rachel Corrie, che non ha voluto/potuto sfuggire al bulldozer israeliano. | [[Aung San Suu Kyi]], che sorride ancora dopo anni di reclusione nella propria stanza. | [[Anna Frank]], che sopravvive perché ha scritto la propria storia. | E siamo Neda Soltani, uccisa da un cecchino per le strade di Teheran mentre invocava una nuova libertà e un nuovo corso.'' (p. 122)
* ''Siamo freegane, vegane, trans, | ma soprattutto siamo donne che dicono di no. | Non accettiamo il vostro mondo | le vostre regole le vostre guerre | Non accettiamo la vostra crudeltà e la vostra insensibilità. | Non crediamo che alcuni debbano soffrire perché altri sopravvivano | o che non ci sia abbastanza per tutti | o che le multinazionali siano l'unico e il migliore sistema economico. | E non odiamo i ragazzi, okay? | Questa è un'altra stronzata. | Diciamo di no | ma abbiamo fame di baci. | Non faremo nulla finché non siamo pronte | ma potrebbe accadere prima di quanto pensiate | e sappiamo prendere una decisione | e non abbiamo paura di quel che ci pulsa dentro. | Ci rende vive.'' (p. 123)
* ''Perché non ne ha parlato per primo? | Forse intendeva metterlo | all'ultimo momento. | Forse ha una tecnica per farlo | senza guastare l'atmosfera. | Quante volte l'ha già fatto? | Con quante ragazze è andato a letto? | E lui dice, semplicemente, | «Questa è la mia prima volta, | sono un po' impacciato», | e io scoppio a ridere | e lui fa «Stai ridendo di me?» | e io rispondo | «No, sto ridendo perché | sono impacciata anch'io e sono contenta | che tu sia come me.» | E ci baciamo ancora un po' | e poi lui tira fuori il [[preservativo]] | e ci ridiamo sopra | perché i preservativi sono proprio buffi | e diventa una cosa | che facciamo insieme | e ognuno di noi protegge se stesso | e l'altro | e per questo sono contenta di lui | e di me.'' (p. 130)
* ''La mia [[Minigonna|gonna corta]] | non è una supplica | non vi chiede | di essere strappata | o tirata su o giù. | La mia gonna corta | non è un motivo legittimo | per violentarmi | anche se prima lo era | è una tesi che non regge più | in tribunale. | La mia gonna corta, che voi ci crediate o no, | non ha niente a che fare con voi.'' (p. 136)
* ''La mia gonna corta è la mia sfida. | Non vi permetterò di farmi paura. | La mia gonna corta non è un'esibizione, | è ciò che sono | prima che mi obbligaste a nasconderlo | o a soffocarlo. | Fateci l'abitudine. | La mia gonna corta è felicità. | Mi sento in contatto con la terra. | Sono qui. Sono bella. | La mia gonna corta è una bandiera | di liberazione nell'esercito delle donne. | Dichiaro queste strade, tutte le strade, | patria della mia vagina.'' (p. 137)
* ''Io amo essere una ragazza. | Posso sentire quello che senti | mentre lo senti dentro | quel sentimento | da prima. | Io sono una creatura emotiva. | Non percepisco le cose | come costruzioni intellettuali o idee preconfezionate. | Pulsano nei miei organi e nelle mie gambe | e mi infiammano le orecchie. | [...] | Io sono una creatura emotiva. | Sono in comunicazione con tutto e con tutti. | Sono nata così. | Non azzardarti a liquidarla come una cosa da adolescenti | o a dire che è solo perché sono una ragazza. | Queste sensazioni mi rendono migliore. | Mi rendono pronta. | Mi rendono presente. | Mi rendono forte.'' (p. 147)
* Parlare della violenza sulle donne perché la storia delle donne è la storia della vita stessa. Parlandone non si può evitare di parlare di razzismo e supremazia, povertà e patriarcato, costruzione di imperi, guerra, sessualità, desiderio, immaginazione. Il meccanismo della violenza è ciò che distrugge le donne, le controlla, le sminuisce e le tiene al loro cosiddetto posto. Parlare della violenza, raccontare le storie, perché nel raccontare legittimiamo l'esperienza femminile. Riveliamo ciò che accade nell'oscurità, nel sottoscala, lontano dagli sguardi. Nel raccontare, le donne si riappropriano del loro potere. Della loro voce. Dei loro ricordi. Del loro futuro. (p. 8)
* Abbiamo bisogno di scrittori in quest'epoca terribile di inganno, manipolazione, frasi a effetto e mezze verità, in quest'epoca in cui la brama di potere ha sconfitto la fame di giustizia, in quest'epoca di santi e malfattori. Non abbiamo molti veri leader, non abbiamo molti politici di cui ci possiamo fidare. Ma possiamo fidarci degli scrittori. Invece di venderci qualcosa, esplorano qualcosa; invece di dominarci, ci aprono la mente; invece di conquistare o detenere una posizione, ci invitano a fare domande. (p. 8)
* Io non vengo invitata alle [[Festa|feste]]. Cioè, non più. All'inizio sì. Avevo un certo fascino, un certo stile. La gente mi credeva divertente finché non scopriva che ero la persona che guasta la festa. Interrompe il piacere, fa entrare il resto del mondo come una raffica di vento invernale a Chicago. Io sono il tipo che, per qualche motivo, deve vederlo, dirlo, e farlo sapere a tutti. (p. 201)
* Tornano le [[Pelliccia|pellicce]]. Non è fantastico? Tornano le mutilazioni. Tornano gli omicidi. Tornano i [[Visone|visoni]]. I visoni mi fanno sempre pensare alle donne. Non solo perché le donne indossano i visoni, ma perché c'entra con il modo in cui le donne sono allevate per servire. Destinate al massacro. C'entra con il fatto di essere così bella, così morbida e calda, che la gente deve indossarti, avvolgerti intorno al collo o prenderti da dietro o spararti alla testa o straziarti o picchiarti o farti morire di fame. Tornano le pellicce. Tornano le pellicce. Non è fantastico, tornano le pellicce? Lo stesso, evidentemente, vale per gli stupri. Tornano gli stupri. Tornano i talebani. Torna O.J. Tornano le pellicce. Tornano tornano tornano. Ma quando mai queste cose sono andate via? Non se ne sono mai andate. Sono semplicemente ignorate e sepolte e accettate da quelli che vanno alle feste, da quelli che non possono smettere di festeggiare, che pensano che la vita sia un'unica grande festa, e in effetti per loro lo è perché hanno tutto, perché sono ricchi privilegiati perfetti e festeggiano festeggiano. Smettetela. Smettetela. Vi prego, vi prego smettetela. Le donne stanno morendo. (p. 203)
 
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[[Categoria:drammaturghiDrammaturghi e commediografi statunitensi|Ensler, Eve]]