Differenze tra le versioni di "Peter Singer"

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*Lo specismo – la parola non è elegante, ma non riesco a pensare a un termine migliore – è un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie. (p. 22)
*Tracciare questo confine {{NDR|la superiorità di una specie su un'altra}} tramite caratteristiche come l'intelligenza o la razionalità significherebbe agire in modo arbitrario. Perché non scegliere allora il colore della pelle? (p. 24)
*Le persone che sostengono la dottrina della "«santità della vita"» si oppongono all'aborto e all'eutanasia. Dato però che solitamente esse non si oppongono all'uccisione degli animali non umani, sarebbe forse più esatto denominarla dottrina della "«santità della vita ''umana''"». L'idea che la vita umana, e solo la vita umana, sia inviolabile è una forma di specismo. (p. 33)
*Gli umani partoriscono, ma i maiali «figliano». (p. 139)
*È stato detto che, se dovessimo uccidere personalmente per procurarci la carne, saremmo tutti [[vegetarianismo|vegetariani]]. (p. 162)
*Molte persone che si oppongono alla crudeltà verso gli animali, si arrestano di fronte alla prospettiva di diventare vegetariane. È di tali persone che [[Oliver Goldsmith]], il pensatore umanitario del diciottesimo secolo, scrisse: «Provano pietà, e mangiano gli oggetti della loro compassione». (p. 170)
*Diventare vegetariano non è meramente un gesto simbolico. Non è neanche il tentativo di isolarsi dalle sgradevoli realtà del mondo, di mantenersi puro e senza responsabilità per la crudeltà e per la carneficina che ci circondano. Diventare vegetariano è il passo più concreto ed efficace che si può compiere per porre fine tanto all'inflizione di sofferenze agli animali non umani, quanto alla loro uccisione. (p. 172)
*Noi diamo al vitello del cibo che noi stessi potremmo mangiare. [...] Occorrono dieci chili e mezzo di proteine somministrate a un vitello per produrre soltanto mezzo chilo di proteine animali per gli umani. [...] Se mettiamo a confronto il numero totale di calorie prodotte dagli alimenti vegetali con quello riferibile agli alimenti di origine animale, il paragone è di nuovo del tutto a favore dei vegetali. [...] Se gli americani riducessero il loro consumo di carne del solo 10% per un anno, si disimpegnerebbero almeno 12 milioni di tonnellate di cereali per il consumo umano - vale a dire una quantità bastante ad alimentare 60 milioni di persone. [...] Il cibo sprecato dalla produzione animale nei paesi ricchi sarebbe sufficiente, se adeguatamente distribuito, a porre fine tanto alla fame quanto alla malnutrizione in tutto il mondo. (pp. 176-177)
*Mezzo chilo di bistecca proveniente da un manzo allevato in un ''feedlot'' costa due chili e mezzo di cereali, oltre 9 litri d'acqua, l'energia equivalente a quasi 4 litri di benzina e approssimativamente 16 chili di terreno superficiale eroso. Più di un terzo dell'America del Nord è occupato dai pascoli, più di metà delle terre coltivate degli Stati Uniti sono destinate alla produzione di mangime per il bestiame, e più di metà di tutta l'acqua consumata negli Stati Uniti va al bestiame d'allevamento. [...] Un chilo di carne richiede cinquanta volta più acqua di una quantità di grano corrispondente. [...] Le richieste della produzione animale stanno prosciugando le vaste riserve d'acqua sotterranee da cui dipendono tante delle regioni più aride dell'America, dell'Australia e di altri paesi (pp. 178-179)
*Sarà però la dissipazione delle foreste a rivelarsi la più grande delle follie causate dalla domanda di carne. Storicamente, la ricerca di terra da pascolo per gli animali è stato il motivo dominante del disboscamento. Lo è ancora oggi. [...] Nel corso degli ultimi venticinque anni, quasi la metà delle foreste pluviali tropicali del Centro America è stata distrutta, in gran parte per fornire carne di manzo all'America del Nord. (p. 180)