Longo Sofista: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Daphnis Chloe Cortot Louvre CC171.jpg|thumb|Dafne e Cloe in una scultura di Jean-Pierre Cortot]]
'''Longo Sofista''' (greco Λόγγος) (... – ...), romanzierescrittore greco.
 
==[[Incipit]] de ''Gli Amori pastorali di Dafne e Cloe''==
===[[Incipit]]===
Nell'isola di Lesbo cacciando, e per lo bosco delle ninfe attraversando, mi si scoperse nel mezzo di esso uno a lor sacro, solitario e venerando tempietto: e già dalla caccia affannato, per alquanto riposarmi e per le dèe visitare entrandovi, mi s'offerse nella prima giunta una vista bellissima, sopra quante ne vedessi giammai. Vidi attaccata alla parete d'incontro una tavola dipinta: la sua dipintura rappresentava una istoria d'amore. Era il bosco ancor esso bellissimo, ombroso, erboso, fiorito e d'acque d'ogn'intorno rigato, e tutti insieme l'erbe, gli alberi e i fiori erano per molti rivi da una fontana sola nutriti. Ma sopra modo piacevolissima si mostrava l'istoria della pittura, copiosa, artificiosa ed amorosa tanto, che molti forestieri, per fama, d'ogni banda vi concorrevano, mossi e dalla devozione delle ninfe e dalla vaghezza della pittura. Il componimento dell'istoria erano donne che partorivano, altre che i lor parti adornavano, e certe che in deserto li gittavano. D'intornovi, pastura d'armenti, occisioni di pastori, giuochi d'innamorati, correrie di predatori, assalti di guerrieri, ed altre cose assai, tutte amorose; le quali io veggendo e meravigliandomi, di meraviglia caduto in diletto, poscia in desio di farne ritratto, procurai di farlami esporre, e secondo che esposta mi fu, mi sono affaticato di scriverne quattro ragionamenti, li quali consacro per dono ad Amore, alle ninfe ed a Pane, per piacere e giovamento a tutti che leggeranno, per rimedio agl'infermi, per conforto agli afflitti, per rimembranza a quelli che hanno amato e per ammaestramento a quelli che ameranno: percioché nessuno fu mai che non amasse, e nessuno sarà che non ami, finché il mondo avrà bellezza e che gli occhi vedranno. A noi doni Dio grazia di viver casti e di scriver gli amori altrui.
 
===Citazioni===
*Allora cominciava la guerra degli occhi, dove l'uno restava prigione dell'altro. La Cloe, vedendo Dafni ignudo, da tutte le parti del suo corpo le pareva che fioccassero bellezze, a guisa d'un nembo di fiori; e, vagheggiandolo, si consumava a vedere che nessuna menda in nessuno de' suoi membri si ritrovasse. A Dafni, mirando la Cloe, mentre con quel batolo a cinta, con quella ghirlanda in testa, gli porgea a bere, si rappresentava una ninfa, di quelle della grotta, e, guardandola fiso, pigliava godimento delle sue fattezze: poscia le rapiva la corona di testa, e baciandola prima, ancor egli se ne coronava. (''Ragionamento primo'')
 
==Bibliografia==
*Longo Sofista, ''[http://www.classicitaliani.it/Caro/prosa/Caro_Dafni_Cloe.htm Gli amoriAmori pastorali di DafniDafne e di Cloe]'', diin [[Annibal''Opere'', Caro]]vol. I, a cura di Vittorio Turri, traduzione di [[LuigiAnnibal SiloriCaro]], SalernoGius. Laterza e Figli editricetipografi-editori-librai, RomaBari, 19821912.
 
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