Differenze tra le versioni di "Renzo De Felice"

5 201 byte aggiunti ,  8 anni fa
Nuova sub sezione
(Nuova sub sezione)
*Ridurre [...] gli avvenimenti del 1943-45 alla contrapposizione [[antifascismo]]-[[fascismo]] e alla lotta armata tra la Resistenza e la Rsi non è in sede storica sufficiente. (da ''Rosso e Nero'', p. 19)
*Credo che si tratti di un falso problema: la ''pietas'' per chi è caduto dalla parte sbagliata dovrebbe essere fonte di ulteriore legittimazione politica e storica se corrisponde alla capacità di "prendere su di sé l'onere etico di dichiarare 'civile' la guerra che ha combattuta e vinta": così dice Rusconi! (da ''Rosso e Nero'', p. 103)
 
==''Mussolini e il Fascismo''==
===[[Incipit]]===
Come abbiamo anticipato nelle pagine conclusive del precedente volume, l'internamento di Mussolini a Ponza fu deciso ed attuato in modo estremamente precipitoso, per la necessità di allontanare il più presto possibile il prigioniero dalla capitale, senza che la cosa fosse stata studiata e preparata in anticipo, senza alcuna idea precisa circa il futuro da riservare all'ingombrante personaggio e sena che qualcuno se la sentisse di assumersi la responsabilità di una vere reclusione.
 
===[[Citazioni]]===
*«La costituzione della RSI fu infatti all'origine della [[guerra civile]] che nel '43-'45 insanguinò le regioni occupate dai tedeschi, divise profondamente gli italiani e scavò solchi di odio tra essi e condizionò poi massicciamente per decenni la vita italiana, dandole un carattere diverso da quello di altri pesi occidentali (p. 69).
*Assai pochi furono coloro che riconobbero che si trattava di una guerra civile, fermissimi nel negarlo furono sopratutto i comunisti […] solo col 1985-86 si è ripreso a parlare di guerra civile (p. 69).
*Contrariamente a quanto si asserisce non è possibile definire la [[resistenza]] un movimento popolare di massa. Tale essa – salvo in zone assai limitate – divenne infatti solo nelle settimane immediatamente precedenti la capitolazione tedesca, quando la definitiva vittoria degli alleati era ormai sicura, come ha scritto [[Cadorna]] che un semplice fazzoletto rosso al collo bastava a tramutare un pacifico operaio (o un borghese affaccendato) in un partigiano persuaso di avere acquistato larghe benemerenze nella liberazione della patria (p. 178).
*Sin dalle prime settimane dopo l'8 settembre la chiave di volta dell'azione dei comunisti fu costituita dalla lotta contro l'attendismo militare e civile da essi condotta con estrema decisione e violenza a tutti i livelli e con tutti i mezzi, non escluso il terrorismo urbano (p. 178).
*[[Giorgio Bocca|Bocca]] è andato però oltre. Il ricorso al terrorismo fu per lui una scelta comunista, contrastata per di più sulle prime dagli altri partiti. Una scelta presentata come un atto di moralità rivoluzionaria e volto a prevenire il terrorismo dei tedeschi ma in realtà teso consapevolmente a provocarlo ed inasprirlo (p. 178).
*Sotto il profilo militare il [[terrorismo]] era privo di utilità (pp. 184).
*Il nuovo regime repubblicano, liberatosi dai vecchi programmi, tenderà a riaffermarsi con un deciso colpo di sbarra a sinistra fino ad identificarsi ed a fare alleanza coi comunisti (p. 381).
*Diffusasi la notizia che sarebbe stata convocata una Costituente, non mancarono casi di politici e studiosi che si affrettarono a predisporre e a far pervenire a Mussolini o d altri esponenti repubblicani propri testi costituzionali. Valga per tutti il caso del prof. [[Francesco Cosentino]] dell'Istituto Italo-americano di diritto e legislazione comparata, che nel 1932 era stato incaricato dal presidente messicano di redigere una costituzione tipica e che ora (autunno '43) fece pervenire a Gargnano un testo di ben 600 articoli ricalcato con poche varianti. Più interessante è uno studio redatto nell'ambito degli uffici della Camera dei fasci e delle corporazioni che Mussolini lesse il 9 gennaio 1944, dal titolo ''Precedenti storici e prime idee per una riforma del Senato''. In esso era presa in considerazione l'istituzione di un sistema bicamerale (p. 389).
*Mussolini parlando il 7 novembre 1943 avrebbe fatto cenno ad una costituzione del tipo nordamericano con qualche cosa di quella turca (p. 391).
*L'italiano imbelle e fannullone era uno stereotipo che in Germania aveva circolazione già prima del [[Nazismo|nazionalsocialismo]]. In un rapporto di Anfuso (ambasciatore della RSI in Germania) da Berlino in data 10 febbraio 1944 si legge: per quel che concerne il popolo italiano si fa una netta distinzione fra la razza italiana germanizzata del nord e quella inferiore, con forti infiltrazioni negroidi nel sud. Specialmente velenose le critiche al popolo napoletano, che risalgono a impressioni personali dettare da prevenzioni, false interpretazioni di piccoli fatti che fanno trovato incentivo nei commenti della stampa tedesca, in particolare in un giornale viennese, dopo l'occupazione di [[Napoli]] da parte degli anglo-americani (pp. 426-27).
 
===[[Explicit]]===
*Rahn, nonostante la ostentata cortesia, gli suscitava invece una istintiva diffidenza che si traduceva , ogni volta che doveva vederlo, in una sorta di disagio e di agitazione.
 
==Citazioni su ''Mussolini e il Fascismo''==
*In molte pagine l'autore appare affascinato dal personaggio di cui scrive la biografia e di conseguenza mostra poco distacco critico verso le sue azioni, ma sopratutto è difficile cogliere un'interpretazione unitaria della figura di Mussolini giacché a volte De Felice sembra scrivere più una storia complessiva del [[fascismo]] e del regime che non una biografia (Nicola Tranfaglia, 2006:5883)
 
==Citazioni su Renzo De Felice==
==Bibliografia==
*Renzo De Felice, ''Rosso e Nero'', a cura di Pasquale Chessa, Baldini & Castoldi, 1995.
*Renzo De Felice, ''Mussolini l'alleato: la guerra civile'', Einaudi, Torino, 1997.
*S.v. ''Mussolini'', in “Dizionario delle opere e dei personaggi”, Milano, Bompiani, 2006, pp. 5882-83, ISBN 9-771825-788794.
 
==Altri progetti==
112

contributi