Differenze tra le versioni di "Edmond Rostand"

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===Citazioni===
*'''Le Bret''': ''Tanto meglio! Tu l'ami? Diglielo. Non ti sei | coperto or or di gloria sotto gli occhi di lei?''<br />'''Cirano''': ''Guardami in faccia, e poi dimmi quale speranza | consentir mi potrebbe questa [[naso|protuberanza]]! | Io non m'illudo, no. — Talor certo, m'avviene | d'intenerirmi anch'io nelle notti serene; | e, se in qualche giardino entro, aspirando il maggio | con il mio poveraccio di naso, sotto un raggio | di argento qualche donna che passeggia a braccetto | di un cavaliere io seguo, e il cor mi balza in petto, | e penso, ahimè, che anch'io vorrei meco averne una | per passeggiare a lenti passi sotto la luna. | E mi esalto, e m'oblio... Quand'ecco all'improvviso | l'ombra del mio profilo su pel muro ravviso!''<br />'''Le Bret''' (commosso): ''Oh, amico mio!...''<br />'''Cirano''': ''Talvolta, credi, m'è duro assai | sentirmi così brutto solo!...''<br />'''Le Bret''' (prendendogli premurosamente la mano): ''Piangi?''<br />'''Cirano''': ''Ah, no; mai! | Questo no, mai! Sarebbe troppo sconcio vedere | una lagrima lungo un tal naso cadere! | Non farò, sin ch'io possa, che mai la sovrumana | bellezza delle lagrime con tanta grossolana | sconcezza si confonda!... Però che veramente | niente v'è più sublime delle lagrime, niente! | , suscitando il riso, vorrei per colpa mia, | Che una lagrima fosse ridicola!...'' (Atto I, scena V)
*''D'uno... slancio!... Il mio cuore | si è sempre del mio spirito vestito, per pudore: | muovo per la conquista della stella, e mi chino, | temendo del ridicolo, a côrre il fiorellino!'' ('''Cirano''', Atto III, scena VI)
*''Ma poi che cosa è un [[bacio]]? Un giuramento fatto | un poco più da presso, un più preciso patto, | una connessione che sigillar si vuole, | un apostrofo roseo messo tra le parole | t'amo; un segreto detto sulla bocca, un istante | d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante, | una comunione che ha gusto di fiore, | un mezzo di potersi respirare un po' il cuore, | e assaporarsi l'anima a fior di labbra!'' ('''Cirano''', Atto III, scena IX)
chi io mi porto (e stasera quando in cielo entrerò,<br />
fiero l'azzurra soglia salutarne io potrò;)<br />
ch'io porto meco, senza piega macchia, a Dio,<br />
vostro malgrado....<br />
''Si slancia, la spada levata''<br />
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