Differenze tra le versioni di "Anna Karenina"

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==Citazioni==
*Sì, amico mio, le [[Donna|donne]] sono una vite su cui gira tutto. (I, XI; 1993)
*Egli si trovava ovunque potesse incontrare la Karenina e, quando le circostanze glielo permettevano, le parlava del proprio [[amore]]. Ella non l'incoraggiava; ma nel suo [[spirito]], ogni volta che lo vedeva, divampava quello stesso senso di animazione che l'aveva invasa fin dal primo [[giorno]] in cui l'aveva incontrato in treno; ed essa stessa si rendeva conto di come, appena lo scorgeva, la gioia le si accendesse negli occhi e affiorasse nel suo [[sorriso]], senza tuttavia essere in grado di smorzare l'espressione di quella [[gioia]].<br />Nei primi tempi dopo il ritorno, era sincera nel credere d'essere scontenta dell'insistenza di Vronski; ma una volta, non avendolo incontrato a un ricevimento dove contava vederlo, capì chiaramente, dalla [[tristezza]] che le invase l'[[anima]], di aver ingannato se stessa; l'insistenza di quell'uomo non solo non le era fastidiosa, ma costituiva per lei tutto l'interesse della vita.
*[– Se vuoi la mia confessione riguardo a questo, ti dirò che non credo che qui ci sia un dramma. Ed ecco perché. Per me l'amore... tutt'e due gli amori che, ricordi, [[Platone]] definisce nel suo ''Convito''; tutt'e due gli amori servono da pietra di paragone per gli uomini. Alcuni uomini ne comprendono soltanto uno, altri l'altro. E quelli che comprendono solo l'amore non-platonico è inutile che parlino di dramma. Quando c'è un tale amore non ci può essere nessun dramma. Vi ringrazio umilmente per il piacere, i miei rispetti; ed ecco tutto il dramma. E per l'amore platonico non ci può esser dramma, perché in un tale amore tutto è chiaro [e puro, perché...]<br />In questo momento Lévin si ricordò dei suoi peccati e della lotta interna che aveva vissuta. (I, XI; 1993)
*Un [[desiderio]] di desideri: la [[malinconia]].
*Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d'ombra e di luce. (I, XI; 1993)
*Le [[Donna|donne]] sono la principale pietra d'inciampo nell'attività dell'uomo. È difficile amare una donna ed allo stesso tempo concludere qualcosa. Per questo c'è un mezzo d'amare comodamente senza ostacoli: il matrimonio. Ed io ho sentito questo dopo essermi sposato: ad un tratto mi si sono liberate le mani. Ma a trascinarsi questo fardello senza il matrimonio, le mani sono così ingombre che non si può fare nulla
*Tu dici: [[Aristocrazia|aristocraticismo]]. Ma permetti di domandarti in che cosa consiste questo aristocraticismo, perché mi si possa disdegnare. [...]. No, scusami, ma io considero aristocratico me stesso e le persone simili a me, che nel passato possono indicare tre-quattro generazioni di famiglie che si trovavano al sommo grado dell'istruzione (il talento e l'ingegno sono un altro affare), che non si sono mai abbassate dinanzi a nessuno, non hanno mai avuto bisogno di nessuno, come hanno vissuto mio padre, mio nonno. E io ne conosco molti così. [...]. Noi siamo aristocratici, e non quelli che possono vivere solo coi doni dei potenti di questo mondo e che si posson comprar per venti copeche. (II, XVII; 1993)
*Come a ricompensa di tutto questo, lui ora si ritrovava solo, svergognato, deriso, a nessuno necessario e disprezzato da tutti. Sentiva che non poteva allontanare da sé il disprezzo della gente perché quel disprezzo non derivava dal fatto che egli fosse cattivo, in questo caso avrebbe potuto sforzarsi di essere migliore, ma dal fatto che lui ere infelice in modo vergognoso e ripugnante. Sapeva che per questo, per il fatto stesso che il suo cuore era dilaniato, loro sarebbero stati spietati nei suoi confronti. Sentiva che la gente lo avrebbe annientato come i cani dilaniano un cane ferito che guaisce dal dolore. Sapeva che l'unica salvezza dalla gente stava nel nascondere le sue ferite
*Egli si trovava ovunque potesse incontrare la Karenina e, quando le circostanze glielo permettevano, le parlava del proprio [[amore]]. Ella non l'incoraggiava; ma nel suo [[spirito]], ogni volta che lo vedeva, divampava quello stesso senso di animazione che l'aveva invasa fin dal primo [[giorno]] in cui l'aveva incontrato in treno; ed essa stessa si rendeva conto di come, appena lo scorgeva, la gioia le si accendesse negli occhi e affiorasse nel suo [[sorriso]], senza tuttavia essere in grado di smorzare l'espressione di quella [[gioia]].<br />Nei primi tempi dopo il ritorno, era sincera nel credere d'essere scontenta dell'insistenza di Vronski; ma una volta, non avendolo incontrato a un ricevimento dove contava vederlo, capì chiaramente, dalla [[tristezza]] che le invase l'[[anima]], di aver ingannato se stessa; l'insistenza di quell'uomo non solo non le era fastidiosa, ma costituiva per lei tutto l'interesse della vita. (1960)
*Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare.
*Un [[desiderio]] di desideri: la [[malinconia]]. (1960)
*Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori.
*Le [[Donna|donne]] sono la principale pietra d'inciampo nell'attività dell'uomo. È difficile amare una donna ed allo stesso tempo concludere qualcosa. Per questo c'è un mezzo d'amare comodamente senza ostacoli: il matrimonio. Ed io ho sentito questo dopo essermi sposato: ad un tratto mi si sono liberate le mani. Ma a trascinarsi questo fardello senza il matrimonio, le mani sono così ingombre che non si può fare nulla. (1960)
 
*Come a ricompensa di tutto questo, lui ora si ritrovava solo, svergognato, deriso, a nessuno necessario e disprezzato da tutti. Sentiva che non poteva allontanare da sé il disprezzo della gente perché quel disprezzo non derivava dal fatto che egli fosse cattivo, in questo caso avrebbe potuto sforzarsi di essere migliore, ma dal fatto che lui ere infelice in modo vergognoso e ripugnante. Sapeva che per questo, per il fatto stesso che il suo cuore era dilaniato, loro sarebbero stati spietati nei suoi confronti. Sentiva che la gente lo avrebbe annientato come i cani dilaniano un cane ferito che guaisce dal dolore. Sapeva che l'unica salvezza dalla gente stava nel nascondere le sue ferite. (1960)
{{NDR|Lev Nikolaevič Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Ossip Felyne, Biblioteca Moderna Mondadori, 1960.}}
*Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare. (1960)
 
*Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori. (1960)
===Traduzione non precisata===
*[...] tutt'e due gli amori servono da pietra di paragone per gli uomini. Alcuni uomini ne comprendono soltanto uno, altri l'altro. E quelli che comprendono solo l'amore non-platonico è inutile che parlino di dramma. Vi ringrazio umilmente per il piacere, i miei rispetti; ed ecco tutto il dramma. E per l'amore platonico non ci può esser dramma, perché in un tale amore tutto è chiaro [...].
 
==Citazioni su ''Anna Karenina''==
*È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*In ''Anna Karenina'' è rappresentata la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità; mentre al di fuori della colpa, lungo le strade di chi ha creato senza nulla distruggere, la felicità fiorisce e germoglia consentendo una più vasta ed intensa comprensione umana. ([[Natalia Ginzburg]])
*La nostra cerimonia nuziale è stata indimenticabilmente descritta da Lev Nicolaevič nel romanzo ''Anna Karenina'' con le nozze di Levin e Kitty. Descrisse in modo limpido e artistico sia il lato esteriore della cerimonia che tutto il processo psicologico nell'animo di Levin. ([[Sof'ja Tolstaja]])
 
*Lev Nikolaevič Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Ossip Felyne, Biblioteca Moderna Mondadori, 1960.
*Lev Tolstoj, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/t/tolstoj/index.htm Anna Karenina]'', traduzione di Maria Bianca Luporini, in ''Tolstoj – Tutti i romanzi'', Sansoni editore, 1967.
*Lev Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Leone Ginzburg, Einaudi, 1993. ISBN 880613273388-06-13273-3.
 
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