Ippolito Pindemonte: differenze tra le versioni

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(per impedire sostitutuzioni errori ortografici visto che italiano arcaico)
(Aggiunto incipit "Arminio", bibliografia, voce correlata)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
 
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
===''La fata Morgana''===
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Del non vero creando ambascia vera;
Il fortunato passeggier consola?
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
La virtù non cercata indur ne' cori:
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
 
===''I cimiteri''===
 
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea dì tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perchè distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perchè una lapide non v'appariva, e perchè non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benchè pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
 
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
 
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/p/pindemonte/index.htm Arminio]'', Filadelfia <i.e. Pisa>, dalla stamperia Klert, 1804.
 
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
 
==Altri progetti==
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