Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

ecce homo
(ecce homo)
*Gli uni [[governo|governano]] per il piacere di governare, gli altri per non essere governati; questi hanno solo il più piccolo dei due mali. (da ''Aurora'')
*I [[fatti]] non ci sono, bensì solo interpretazioni. (da ''Frammenti postumi'', in ''Opere'', Adelphi, Milano 1964)
*Il mio [[tempo]] non è ancora venuto; alcuni nascono postumi. (da ''Ecce homo'')
*Il serpente che non può cambiar pelle muore. Lo stesso accade agli spiriti ai quali s'impedisce di cambiare opinione: cessano di essere spiriti. (da ''Aurora'')
*Il verme, calpestato, si rattrappisce. E questo è intelligente. Diminuisce così la possibilità di venir calpestato nuovamente. Nel linguaggio della morale: [[umiltà]]. (da ''Il crepuscolo degli idoli'')
*L'[[ateismo]], per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo ''problematico'', troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano ''divieto'' che ci vien fatto: non dovete pensare! (da ''Ecce homo'', 1888)
*L'intero apparato della coscienza è un apparato per astrarre e semplificare – non orientato verso la conoscenza, ma verso il dominio delle cose. (da ''la Repubblica'', a cura di [[Umberto Galimberti]], 7 febbraio 2003)
*La conoscenza esiste nella misura in cui è utile. Non c'è dubbio, infatti, che tutte le percezioni di senso sono impegnate in giudizi di valore: utile e dannoso, quindi piacevole e spiacevole. (da ''la Repubblica'', a cura di [[Umberto Galimberti]], 7 febbraio 2003)
*La parte dell'umanità di un [[maestro]], mettere in guardia i propri discepoli contro se stesso. (da ''Aurora'')
*Le persone che ci donano la loro piena confidenza credono per questo di avere diritto alla nostra. Ciò è un errore: coi regali non si acquistano diritti. La familiarità del superiore irrita, perché non può essere ricambiata. (da ''Aforismi'')
*Mi dava noia oltre misura questo luogo, il più indecoroso della terra, per il poeta dello Zarathustra e che non avevo scelto liberamente: volevo andare all'Aquila, l'antitesi di [[Roma]], simile al luogo che fonderò un giorno, un ricordo di un ateo e di un anticlericale comme il faut, di uno degli esseri a me più affini, il grande imperatore degli Hohenstaufen Federico II. (da ''Ecce homo'')
*[[Nichilismo]]: manca il fine; manca la risposta al "perché?". Che cosa significa nichilismo? – ''che i valori supremi perdono ogni valore''. (citato in [[Umberto Galimberti]], ''L'ospite inquitante'', Feltrinelli, Milano 2008, p. 15)
*Non ho mai sentito dire che le flatulenze determinino situazioni filosofiche. (da ''Lettere a Erwin Rohde'', Lugano, 29 marzo 1871)
*Sull'origine della logica: caos originario delle rappresentazioni. Le rappresentazioni compatibili tra loro rimasero, la maggioranza di loro andò in rovina e va in rovina. (da ''la Repubblica'', a cura di [[Umberto Galimberti]], 7 febbraio 2003)
*Tutto considerato, caro amico, d'ora in poi non ha più senso parlare e scrivere su di me, ho passato agli atti per la prossima eternità la questione «chi io sia» con l'opera che sto pubblicando, ''Ecce Homo''. D'ora in poi non bisognerà più curarsi di me, bensì delle cose per cui io esisto. (dalla lettera a Carl Fuchs, Torino, 27 dicembre 1888)
*Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme – una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite. (da ''Ecce homo'')
*{{NDR|Su [[Richard Wagner]]}} Un grande punto interrogativo del nostro secolo. (da ''Volontà di potenza'')
 
===[[Incipit]]===
I<br>Poiché prevedo che tra breve dovrò presentarmi all'umanità per metterla di fronte alla più grave esigenza che mai le sia stata posta, mi sembra indispensabile dire ''chi io sono''. In fondo potrebbe essere già noto: perché non ho mancato di «dare prove» della mia esistenza. Ma la sproporzione fra la grandezza del mio compito e la ''piccolezza'' dei miei contemporanei si è dimostrata nel fatto che questi non mi ascoltano, e neppure mi vedono. Vivo a mio proprio credito, o forse è un pregiudizio, che io viva?... MI basta solamente parlare con certe «persone còlte», che vengono d'estate in Engadina, per convincermi che ''non'' vivo... In queste circostanze io ho un dovere. contro cui si rivoltano, in fondo, le mie abitudini, e ancor più la fierezza dei miei istinti, e cioè quello di dire: ''Ascoltatemi perché non sono questo e questo. E soprattutto non scambiatemi per altro!''
===Citazioni===
 
*Il mio [[tempo]] non è ancora venuto; alcuni nascono postumi. (da ''Ecce homo'')
*L'[[ateismo]], per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo ''problematico'', troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano ''divieto'' che ci vien fatto: non dovete pensare! (da ''Ecce homo'', 1888)
*Mi dava noia oltre misura questo luogo, il più indecoroso della terra, per il poeta dello Zarathustra e che non avevo scelto liberamente: volevo andare all'Aquila, l'antitesi di [[Roma]], simile al luogo che fonderò un giorno, un ricordo di un ateo e di un anticlericale comme il faut, di uno degli esseri a me più affini, il grande imperatore degli Hohenstaufen Federico II. (da ''Ecce homo'')
*Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme – una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite. (da ''Ecce homo'')
===[[Explicit]]===
Supremo astro dell'essere! <br> Tavola di eterne figure! <br> ''Tu'' vieni a me? - <br> Ciò che nessuno ha scorto, <br> la tua muta bellezza - <br> come? non fugge davanti ai miei sguardi? - <br><br>Stemma della necessità!<br>Tavola di eterne figure!<br>- ma tu già lo sai:<br>ciò che tutti odiano, <br>ciò che solo ''io'' amo,<br>che tu sei eterno!<br>che tu sei necessario!<br>Il mio amore si accende<br>in eterno solo della necessità.<br><br>Stemma della necessità!<br>Supremo astro dell'essere!<br>- mai raggiunto da desiderio, <br> mai macchiato da no, <br>eterno sì dell'essere. <br>sono il tuo sì in eterno:<br>''perché io ti amo, o eternità!'' - -
==Biglietti della follia==
{{NDR|I biglietti della follia sono una serie di lettere che Nietzsche scrisse a conoscenti e amici nel 1889, dove si nota l'improvviso cedimento psichico che investì Nietzsche in quel periodo.}}
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