Stato Islamico: differenze tra le versioni

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*Per distruggere lo Stato islamico stiamo conducendo i raid aerei più precisi della storia militare.
*Provano a dipingersi come leader religiosi, come guerrieri santi che difendono l'[[Islam]]. È per questo che l'ISIS presume di potersi dichiarare lo Stato islamico. Propagandano l'idea che l'America, e in generale l'Occidente, è in guerra con l'Islam. In questo modo riescono a reclutare. In questo modo riescono a rendere i giovani dei fondamentalisti. Non dobbiamo accettare la loro premessa perché è una bugia. E non dobbiamo neanche concedere a questi terroristi la legittimazione religiosa che cercano. Non sono leader religiosi. Sono terroristi. E non siamo in guerra con l'Islam. Siamo in guerra con chi ha corrotto l'Islam.
 
===[[Domenico Quirico]]===
*Al Qaida e l’Isis sono due cose diverse: Al Qaida è il precursore primitivo di un progetto politico completamente diverso.
*Il Califfato non è una falsificazione dell'Islam, ne è una parte. Quella oscura, il cuore nero. Se non partiamo da questa amara constatazione non capiremo mai. Il volerlo respingere in territori definibili neutri, come un qualcosa che non appartiene a niente ed è generato dalla follia di un gruppo di uomini è un modo per non capire. Il che non vuol dire che non sia una sanguinaria e criminale epopea. Lo è. Ma nasce all'interno dell'Islam. Al pari delle guerre di religione o della strage di San Bartolomeo. Una sanguinaria e crudele manifestazione del Cristianesimo.
*Il califfo non è Bin Laden che stava nascosto nella grotta. Questa è una cosa completamente nuova: c’è una frontiera di due Stati che è stata disintegrata, creando una frontiera nuova che nelle carte geografiche non c’è. Le carte geografiche del mondo oggi sono false. La grande trovata pubblicitaria del califfato è stato dire: "Io sono il califfo, voglio ricostruire il grande califfato del VI secolo". Cosa che Bin Laden non ha mai neanche osato pensare. Questo è pericoloso, perché c’è un progetto, non è la follia di quattro fanatici.
*Il modello è quello dell’Internazionale staliniana. C’era un centro della rivoluzione mondiale e poi c’erano vari paesi dell’Europa e del Terzo Mondo, altri punti rivoluzionari coordinati dal centro. È la stessa cosa che sta succedendo con l’ISIS, che si prefigge l’obiettivo di costruire un grande stato totalitario islamico che dovrebbe dispiegarsi nei confini dell’antico califfato del VI secolo.
*L’Isis ha messo su un Welfare state. Questo nei giornali non lo scriviamo: pensiamo che a Mosul ci siano bande di assassini che girano per le strade, violentano le donne. Non è così: le prime cose che hanno fatto gli islamisti dell’Isis a Mosul sono state riaprire i forni perché la gente potesse comprare il pane, obbligare i dipendenti pubblici ad andare al lavoro come quando c’era il governo centrale, riaprire le scuole. Questa è gente che vuole restare, non va lì per saccheggiare. E noi continuiamo a pensare che sono una banda di folli criminali che, chissà come, si è impadronita di un territorio grande come la Francia e sta lì, massacra, ruba, uccide. Fa anche quello, però è uno Stato, c’è un’amministrazione.
*Per i sequestri dell'Isis il riscatto non ha nessun rilievo perché la parte economica non esiste. Sequestrano persone per ammazzarle, per poter avere l'oggetto di una comunicazione sacrificale: uccidere brutalmente per dimostrare che il Califfato è potente e dispone della vita degli occidentali.
 
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