Differenze tra le versioni di "Libri dei Re"

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*Atalia, sentito il clamore delle guardie e del popolo, si diresse verso la moltitudine nel tempio. Guardò: ecco, il re stava presso la colonna secondo l'usanza; i capi e i trombettieri erano intorno al re, mentre tutto il popolo del paese esultava e suonava le trombe. Atalia si stracciò le vesti e gridò: "Tradimento, tradimento!". Il sacerdote [[Ioiadà]] ordinò ai capi dell'esercito: "Fatela uscire tra le file e chiunque la segua sia ucciso di spada". Il sacerdote infatti aveva stabilito che non venisse uccisa nel tempio del Signore. Le misero le mani addosso ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e là fu uccisa. (II, 11, 13 – 16)
*Quando divenne re, [[Ioas di Giuda|Ioas]] aveva sette anni. Divenne re nell'anno settimo di Ieu e regnò quarant'anni in Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibia. Ioas fece ciò che è giusto agli occhi del Signore per tutta la sua vita, perché era stato educato dal sacerdote Ioiadà. Ma non scomparvero le alture, infatti il popolo tuttora sacrificava e offriva incenso sulle alture. (II, 12, 1 – 4)
*Nell'anno ventitré di Ioas figlio di Acazia, re di Giuda, su Israele in Samaria divenne re [[Ioacaz (re d'Israele)|Ioacaz]] figlio di Ieu, che regnò diciassette anni. Fece ciò che è male agli occhi del Signore; imitò il peccato con cui Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. L'ira del Signore divampò contro Israele e li mise nelle mani di Cazaèl re di Aram e di Ben-Hadàd figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo. Ma Ioacaz placò il volto del Signore. Il Signore lo ascoltò, perché aveva visto come il re di Aram opprimeva gli Israeliti. Il Signore concesse un liberatore a Israele. Essi sfuggirono al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. Ma essi non si allontanarono dal peccato che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele; anzi lo ripeterono. Perfino il palo sacro rimase in piedi in Samaria. Pertanto, di tutte le truppe di Ioacaz il Signore lasciò soltanto cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta. (II, 13, 1 – 7)
*Nell'anno quindici di Amazia figlio di Ioas, re di Giuda, in Samaria divenne re [[Geroboamo II|Geroboamo]] figlio di Ioas, re di Israele, per quarantun anni. Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da nessuno dei peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele. Egli ristabilì i confini di Israele dall'ingresso di Amat fino al mare dell'Araba secondo la parola del Signore Dio di Israele, pronunziata per mezzo del suo servo il profeta [[Giona (profeta)|Giona]] figlio di Amittai, di Gat-Chefer, perché il Signore aveva visto l'estrema miseria di Israele, in cui non c'era più né schiavo né libero, né chi lo potesse soccorrere. Egli che aveva deciso di non far scomparire il nome di Israele sotto il cielo, li liberò per mezzo di Geroboamo figlio di Ioas. (II, 14, 23 – 27)
*{{NDR|[[Amon (re di Giuda)|Amon]]}} Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come l'aveva fatto il padre [[Manasse (re di Giuda)|Manàsse]]. Camminò su tutte le strade su cui aveva camminato il padre e servì gli idoli che suo padre aveva servito e si prostrò davanti ad essi. Abbandonò il Signore, Dio dei suoi padri, e non seguì la via del Signore. (II, 21, 20 – 22)
*Prima di lui {{NDR|[[Giosia]]}} non era esistito un re che come lui si fosse convertito al Signore con tutto il cuore e con tutta l'anima e con tutta la forza, secondo tutta la legge di Mosè; dopo di lui non ne sorse un altro simile. (II, 23, 25)
*[...] il faraone [[Necao II|Necao]] re di Egitto si mosse per soccorrere il re d'Assiria sul fiume Eufràte. Il re Giosia gli andò incontro, ma Necao l'uccise in Meghiddo al primo urto. [...] Il popolo del paese prese [[Ioacaz (re di Giuda)|Ioacaz]] figlio di Giosia, lo unse e lo proclamò re al posto di suo padre. Quando divenne re, Ioacaz aveva ventitré anni; regnò tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava Camutàl, figlia di Geremia. Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi padri. Il faraone Necao l'imprigionò a Ribla, nel paese di Amat, per non farlo regnare in Gerusalemme; al paese egli impose un gravame di cento talenti d'argento e di un talento d'oro. Il faraone Necao nominò re [[Ioiakim|Eliakìm]] figlio di Giosia, al posto di Giosia suo padre, cambiandogli il nome in Ioiakìm. Quindi prese Ioacaz e lo deportò in Egitto, ove morì. Ioiakìm consegnò l'argento e l'oro al faraone, avendo tassato il paese per pagare il denaro secondo la disposizione del faraone. Con una tassa individuale, proporzionata ai beni, egli riscosse l'argento e l'oro dal popolo del paese per consegnarlo al faraone Necao. Quando divenne re, Ioiakìm aveva venticinque anni; regnò undici anni in Gerusalemme. Sua madre, di Ruma, si chiamava Zebida, figlia di Pedaia. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi padri. (II, 23, 29 – 37)
*[[Ioiachin|Ioiachìn]] aveva diciotto anni, quando divenne re; regnò tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si chiamava Necusta, figlia di Elnatàn. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto suo padre. In quel tempo gli ufficiali di [[Nabucodonosor II|Nabucodònosor]] re di Babilonia marciarono contro Gerusalemme; la città subì l'assedio. Nabucodònosor re di Babilonia giunse presso la città, mentre i suoi ufficiali l'assediavano. Ioiachìn re di Giuda si presentò con sua madre, i suoi ministri, i suoi capi e i suoi eunuchi, al re di Babilonia; questi, nell'anno ottavo del suo regno, lo fece prigioniero. (II, 24, 8 – 12)
*Il re di Babilonia nominò re, al posto di Ioiachìn, [[Sedecia|Mattania]] suo zio, cambiandogli il nome in Sedecìa. Quando divenne re, Sedecìa aveva ventun anni; regnò undici anni in Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava Camutàl, figlia di Geremia. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto Ioiakìm. Ciò accadde in Gerusalemme e in Giuda a causa dell'ira del Signore, tanto che infine li allontanò da sé. Sedecìa poi si ribellò al re di Babilonia. (II, 24, 17 – 20)