Differenze tra le versioni di "Lawrence Wright"

*Le numerose discrepanze tra la leggenda di Hubbard e la sua vita hanno messo in ombra il fatto che egli è stato realmente un uomo affascinante: esploratore, autore di best seller e fondatore di un movimento religioso di diffusione mondiale. Il braccio di ferro tra scientologi e antiscientologi sulla biografia di Hubbard ha finito per creare due achetipi ugualmente iperbolici: la persona più importante che sia mai esistita e il più grande truffatore al mondo. Hubbard stesso sembrava ruotare attorno a quest'asse, ingigantendo costantemente le sue reali imprese, al punto che alla fine risultava piuttosto facile per i suoi critici sgonfiarle. Ma etichettarlo come un mero impostore significa ignorare gli aspetti complessi, seducenti, deliranti e visionari del suo carattere, che lo hanno reso così irresistibile agli occhi delle tante migliaia di persone che lo hanno seguito e dei milioni di lettori dei suoi libri. Si dovrebbe inoltre ignorare il lavoro di tutta una vita vòlto a creare l'intricata e minuziosa epistemologia che ha attirato così tanti nella sua rete, primo fra tutti Hubbard stesso. (p. 38)
*Senza dubbio, la stessa mente che si aggirava libera all'interno di universi immaginari doveva essere incline a guardare il mondo di tutti i giorni e sospettare che qualcosa di più si celasse sotto la superficie. La vasta tela della fantascienza consentì a Hubbard di riflettere in modo estensivo sulla condizione umana. Era audace e fantasioso; non aveva difficoltà a inventare un universo elaborato e plausibile. Ma una cosa è rendere credibile l'universo, altra è crederci. Questa è la differenza che passa tra arte e religione. (pp. 51-52)
*In quale misura Scientology sia stata influenzata dal coinvolgimento di Hubbard nell'[[Ordo Templi Orientis]], è stato a lungo oggetto di un'accesa disputa. Nella vita di Hubbard non c'è traccia di una religione organizzata o di una filosofia dello spirito. Nella Parsonage, egli subì l'attrazione di un credo oscuro e stigmatizzato basato sugli scritti e la pratica di [[Aleister Crowley|Crowley]] – la «Grande Bestia», come egli stesso si definiva –, che si gloriava di essere uno degli uomini più vituperati della sua epoca. La Chiesa di Scientology respinge esplicitamente ogni legame tra il pensiero di Crowley e l'emergente filosofia di Hubbard; eppure esistono tra i due notevoli affinità. Come Hubbard, Crowley traeva godimento da una vita di costante sperimentazione fisica, spirituale e sessuale. Era un ardito, se non spericolato, scalatore, che annoverava tra le sue gesta numerosi tentativi falliti di scalare le vette più ardue del mondo. Anche lui era uno scrittore prolifico, autore di romanzi e drammi, oltre che di libri su magia e misticismo. [...] Un evidente parallelo tra Hubbard e Crowley è rappresentato dall'asserzione di quest'ultimo che «il progresso spirituale non dipendeva da codici religioni o morali, ma era paragonabile a qualsiasi altra scienza». Crowley sosteneva che, avanzando attraverso una serie ordinata di rituali e insegnamenti spirituali, l'adepto poteva sperare di riuscire ad attraversare «l'Abisso», che definiva come «il baratro esistente tra la coscienza individuale e la coscienza cosmica». Un'immagine che Hubbard avrebbe evocato nel suo Ponte verso la libertà totale. (pp. 65-66)
*Hubbard era stato fortemente influenzato dagli scritti di [[Alfred Korzybski]], filosofo polacco naturalizzato statunitense, ideatore della teoria della semantica generale. [...] Korzybski sosteneva che le parole non sono le cose che descrivono, proprio come una mappa non è il territorio che rappresenta. Il linguaggio modella il pensiero, creando abitudini mentali che, preservando delle illusioni, possono ostacolare l'equilibrio psichico. Korzybski sosteneva che si poteva porre rimedio ai disturbi emotivi, ai disordini dell'apprendimento e a molte malattie psicosomatiche – inclusi i problemi cardiaci, le malattie della pelle, le turbe sessuali, le emicranie, l'alcolismo, l'artrite e persino le carie dentali – mediante un training semantico, proprio come avrebbe affermato Hubbard. [...] Da questa conoscenza di seconda mano, Hubbard intuì la necessità di creare un vocabolario speciale che gli permettesse di definire concetti vecchi in modo nuovo (l'anima, per esempio, diventa un [[thetan]]), di inventare neologismi come «inturbolato» (confuso) e «hatting» (addestramento), di usare parole e frasi in maniera insolita, per esempio trasformando aggettivi e verbi in sostantivi, o viceversa («un aperto», «uno statico», «thinkingness»), oltre a ricorrere a una tale pletora di acronimi da far concorrenza al Pentagono. Tutto questo avrebbe finito con l'intrappolare i suoi seguaci in un labirinto semantico autoreferenziale. (pp. 83-84)
*La teoria di Hubbard è che la mente si componga di due parti. La mente analitica, o conscia, è il centro della consapevolezza, il deposito di tutte le percezioni passate. Nulla va perduto nella sua banca dati. Ogni odore, modello o suono collegato alle esperienze vissute è presente e può essere recuperato integralmente. Questa è la mente che osserva, pensa e risolve i problemi, la mente razionale e consapevole di se stessa.<br>L'altra parte è la [[mente reattiva]], fonte unica degli incubi, delle insicurezze e delle paure irrazionali, la quale non pensa ed è ricettacolo di emozioni dolorose e distruttive, registrate persino quando il soggetto dorme, è privo di sensi o si trova ancora nel ventre materno. (p. 84)
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