Differenze tra le versioni di "Norman Manea"

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*Eliade è stato un ingegno enciclopedico, eclettico. Ma si è rifugiato nell'ambiguità per non rispondere delle sue scelte. Ha scritto troppo. Pochi suoi libri resteranno, nessuno è arte.
*La Romania ha una lunga tradizione di sottomissione, opportunismo, compromessi. È un paese che manca di carattere.
 
{{Int|Da [http://www.vita.it/it/article/2015/02/07/il-lungo-esilio-della-parola-dialogo-con-norman-manea/129357/ ''Il lungo esilio della parola. Dialogo con Norman Manea'']|Intervista di Marco Dotti, ''Vita.it'', 7 febbraio 2015}}
*In principio era la parola – ci dicono gli antichi. Per me la parola del principio fu romena.
*Siamo tutti feriti dalla storia, ma siamo feriti in modi e maniere diverse. Proust possedeva una sensibilità unica, colpita dalla vita quotidiana, dalla banalità di ogni giorno. Ma le cose mutano quando si è feriti da avvenimenti tragici che trasfigurano e sfregiano anche il quotidiano.
*Ho edificato muri molto spessi che la censura non poteva abbattere o la polizia segreta attraversare. Nella mia stanza ero solo. Solo con la mia pagina bianca. Non dico che quelle pareti fossero totalmente impenetrabili. Nulla è impenetrabile, dinanzi a una forza che prevarica. I poteri penetrano anche nella tua stanza, anche nella tua solitudine. Questo è precisamente il senso dell'aggettivo "totalitario".
*Quando viviamo immersi in un ambiente totalitario, dove la lingua viene prosciugata, insterilita, conservare la lingua, custodirla, è un gesto clandestino, spesso condotto in solitudine, ma nella convinzione che non si è soli e, dall'altra parte del muro, qualcuno che non è un delatore o un censore saprà ascoltarti. La lingua custodisce l'umano, proprio nel punto in cui il potere mira a soffocarlo.
*{{NDR|Sugli [[attentati dell'11 settembre 2001]]}} Se lo scopo era colpire al cuore una civiltà, bisognava colpire le biblioteche. I santuari del commercio e della finanza sono un aspetto esteriore. Ma nella biblioteca c'è in cuore, perché là c'è tutto, anche sul commercio, anche sulla finanza, anche sulla letteratura, anche sull'arte. Là dentro si trova il codice della civiltà, la sua lingua, la sua matrice.
 
{{Int|Da [https://www.avvenire.it/agora/pagine/manea ''Le memorie di Norman Manea: «Curiamo la patologia del dolore»'']|Intervista di Daniela Pizzagalli, ''Avvenire.it'', 19 settembre 2017}}
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