Alfonso V d'Aragona: differenze tra le versioni

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'''Alfonso di Trastámara''', detto il '''Magnanimo''' (1394 – 1458), principe spagnolo della casa reale di Castiglia, re di Aragona con il nome di '''Alfonso V''', come '''Alfonso III''' re di Valencia, come '''Alfonso II''' re di Sardegna, come '''Alfonso I''', re di Maiorca e di Sicilia, re titolare di Corsica, di Gerusalemme e d'Ungheria, conte '''Alfonso IV''' di Barcellona e delle contee catalane (Rossiglione e Cerdagna) dal 1416 al 1458, duca titolare di Atene e Neopatria, re '''Alfonso I''' di Napoli dal 1442 al 1458.
 
*Un matrimonio può essere tranquillo e pacifico solo se la moglie è cieca e il marito sordo.
:''Matrimonium ita demum exigi tranquille et sine querela posse dicebat, si mulier caeca fiat et maritus surdus.''<ref>Citato in [[Antonio Beccadelli]], ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit000602/bibit000602.xml&chunk.id=d4486e845&toc.depth=1&toc.id=d4486e806&brand=newlook De dictis et factis Alphonsi regis]'', libro III, 7.</ref>
 
==Citazioni su Alfonso V d'Aragona==
*Gran lume delle lettere. ([[Vespasiano da Bisticci]])
*Alfonso, quanto alla persona, era di mezzana statura e di gracile complessione, di volto pallido, ma sereno; aveva naso aquilino e capelli bruni. Tanto era lontano dalla superbia, che una volta aiutò un contadino a trar dal pantano il proprio asino; e all'assedio di [[Pozzuoli]], avendo il mare gettato sulla spiaggia il cadavere d'un genovese, lo fece seppellire e intagliò egli medesimo la croce di legno da piantarsi sul tumulo. A un cortigiano, che gli attribuiva a merito d'esser figliuolo, fratello e nipote di re, rispose col verso di [[Dante Alighieri|Dante]]:<br />{{centrato|{{small|Grande è solo colui che per sé splende.}} ([[August von Platen]])}}
 
==Note==
<references />
 
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