Differenze tra le versioni di "Luigi Pirandello"

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*Eppure Girgenti attraversa tutta l'opera pirandelliana alla stessa maniera di un fiume carsico col suo alterno comparire in superficie e scomparire nella dolina, rimanendo sempre attivo. Elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana per Leonardo Sciascia, quei luoghi e quel tempo costituiscono il sostrato sostanziale e lievitante della sua poetica e i personaggi che vi pullulano, pur così circoscritti e identificabili, assurgono a valenze universali.<ref>Stefano Milioto, ''Dentro l'anima di Girgenti'', in Aa. Vv., ''I Vecchi e i Giovani – storia romanzo film. Atti del convegno internazionale di Agrigento 7-10 dicembre 2006'', Agrigento, 2006.</ref>
*'''Il conte Mola''': L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età.<br>'''Salò''': Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda.<ref>Da ''Trovarsi'', Mondadori.</ref>
*I [[FilosofiaFilosofo|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle [[Animale|bestie]] e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.<ref>Da ''Foglietti'', in ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960, p. 1270.</ref>
*Io ho molta stima dell'ingegno del [[Giovanni Papini|Papini]], ma noto con dispiacere in lui una smania, che diventa sempre più violenta, di mostrarsi originale, a ogni costo. Ora originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro. Io credo che il Papini abbia originalità, cioè un suo proprio modo di vedere, di pensare, di sentire, e un proprio modo quindi d'esprimersi; tanto più dunque mi dà noja e dolore vedergli gonfiare certi paradossi come vessiche per darli in testa alla povera gente e stordirla.<ref>Da ''Novelle e novellieri'', in ''Nuova Antologia'', 1906, pp. 657-668.</ref>
*Io sono nato in [[Sicilia]] e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.<ref>Dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di [[Giovanni Verga]]; citato in Michele Sabatino, ''Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie'', epilogo, ''La Moderna Edizioni'', Enna, 2006.</ref>