Differenze tra le versioni di "Luigi Pirandello"

+ref, +citazione, +paragrafo, bibliografia, link corretti
(+ref, +citazione, +paragrafo, bibliografia, link corretti)
 
==Citazioni di Luigi Pirandello==
*Ah, no! Volti la pagina, signora! Se lei volta la pagina, vi legge che non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver [[ragione]]! (da<ref>Da ''Il berretto a sonagli'').</ref>
*Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la [[verità]]. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza. (da<ref>Da ''Il berretto a sonagli'', Mondadori).</ref>
*È molto più facile [...] essere un [[eroismo|eroe]] che un [[galantuomo]]. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre. (da<ref>Da ''Il piacere dell'onestà'', Newton Compton).</ref>
*Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente. (dal saggio ''Umorismo'', pubblicato nel 1908)
*Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una [[fede]] nutrita e servita in silenzio. Se l'Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario. (dalla<ref>Dalla lettera a [[Benito Mussolini]], 17 settembre 1924; in ''L'Impero'', 19 settembre 1924; citato in Giuseppe Bonghi, ''[http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm Pirandello e il fascismo]'').</ref>
*Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo! (da ''Enrico IV'')
*Eppure Girgenti attraversa tutta l'opera pirandelliana alla stessa maniera di un fiume carsico col suo alterno comparire in superficie e scomparire nella dolina, rimanendo sempre attivo. Elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana per Leonardo Sciascia, quei luoghi e quel tempo costituiscono il sostrato sostanziale e lievitante della sua poetica e i personaggi che vi pullulano, pur così circoscritti e identificabili, assurgono a valenze universali. (<ref>Stefano Milioto, ''Dentro l'anima di Girgenti'', in Aa. Vv., ''I Vecchi e i Giovani – storia romanzo film. Atti del convegno internazionale di Agrigento 7-10 dicembre 2006'', Agrigento, 2006).</ref>
*È molto più facile [...] essere un [[eroismo|eroe]] che un [[galantuomo]]. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre. (da ''Il piacere dell'onestà'', Newton Compton)
*'''Il conte Mola''': L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età.<br>'''Salò''': Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda. (da<ref>Da ''Trovarsi'', Mondadori).</ref>
*Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una [[fede]] nutrita e servita in silenzio. Se l'Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario. (dalla lettera a [[Benito Mussolini]], 17 settembre 1924; in ''L'Impero'', 19 settembre 1924; citato in Giuseppe Bonghi, ''[http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm Pirandello e il fascismo]'')
*I [[Filosofia|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle [[Animale|bestie]] e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico. (da<ref>Da ''Foglietti'', in ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960, p. 1270).</ref>
*Eppure Girgenti attraversa tutta l'opera pirandelliana alla stessa maniera di un fiume carsico col suo alterno comparire in superficie e scomparire nella dolina, rimanendo sempre attivo. Elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana per Leonardo Sciascia, quei luoghi e quel tempo costituiscono il sostrato sostanziale e lievitante della sua poetica e i personaggi che vi pullulano, pur così circoscritti e identificabili, assurgono a valenze universali. (Stefano Milioto, ''Dentro l'anima di Girgenti in Aa. Vv., I Vecchi e i Giovani – storia romanzo film. Atti del convegno internazionale di Agrigento 7-10 dicembre 2006'', Agrigento, 2006)
*Io ho molta stima dell'ingegno del [[Giovanni Papini|Papini]], ma noto con dispiacere in lui una smania, che diventa sempre più violenta, di mostrarsi originale, a ogni costo. Ora originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro. Io credo che il Papini abbia originalità, cioè un suo proprio modo di vedere, di pensare, di sentire, e un proprio modo quindi d'esprimersi; tanto più dunque mi dà noja e dolore vedergli gonfiare certi paradossi come vessiche per darli in testa alla povera gente e stordirla. (da<ref>Da ''Novelle e novellieri'', in ''Nuova Antologia'', 1906, pp. 657-668).</ref>
*'''Il conte Mola''': L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età.<br>'''Salò''': Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda. (da ''Trovarsi'', Mondadori)
*Io sono nato in [[Sicilia]] e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso. (dal<ref>Dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di [[Giovanni Verga]]; citato in Michele Sabatino, ''Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie'', epilogo, ''La Moderna Edizioni'', Enna, 2006).</ref>
*I [[Filosofia|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle [[Animale|bestie]] e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico. (da ''Foglietti'', in ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960, p. 1270)
*L'[[educazione]] è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose di cui, per essere saggi, si dovrebbe fare a meno. (da<ref>Da ''Il piacere dell'onestà'').</ref>
*Io ho molta stima dell'ingegno del [[Giovanni Papini|Papini]], ma noto con dispiacere in lui una smania, che diventa sempre più violenta, di mostrarsi originale, a ogni costo. Ora originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro. Io credo che il Papini abbia originalità, cioè un suo proprio modo di vedere, di pensare, di sentire, e un proprio modo quindi d'esprimersi; tanto più dunque mi dà noja e dolore vedergli gonfiare certi paradossi come vessiche per darli in testa alla povera gente e stordirla. (da ''Novelle e novellieri'', in ''Nuova Antologia'', 1906, pp. 657-668)
*La terra madre che toglie e dà la vita, questa la [[Sicilia]] di Pirandello, isola favolosa e reale che racchiude una varietà inimaginabile di tipi, di caratteri, dimentalità, oltre che di dialetti, dovuta alle diverse ondate di invasori che si sono avvicendati nel tempo. (citato<ref>Citato in Enzo Lauretta, ''Luigi Pirandello. Storia di un personaggio fuori di chiave'', Milano, Ugo Mursia editore, 2008, p. 6).</ref>
*Io sono nato in [[Sicilia]] e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso. (dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di [[Giovanni Verga]]; citato in Michele Sabatino, ''Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie'', epilogo, ''La Moderna Edizioni'', Enna, 2006)
*L'[[umorismo]] è un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione; è come un'erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta. (da<ref>Da ''Un critico fantastico'', in ''L'umorismo e altri saggi'', a cura di Enrico Ghidetti, Giunti, Firenze, 1994).</ref>
*L'[[educazione]] è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose di cui, per essere saggi, si dovrebbe fare a meno. (da ''Il piacere dell'onestà'')
*La [[cinema]]tografia è il linguaggio di [[apparenza|apparenze]], e le apparenze non parlano. Il linguaggio delle apparenze è la musica. Bisogna levare il cinematografo dalla letteratura e metterlo nella musica, perché deve essere il linguaggio visivo della musica. (citato<ref>Citato in [[Virgilio Tosi]], ''Breve storia tecnologica del cinema'', p. 72, Bulzoni, 2001, ISBN 8883195388)</ref>
*La terra madre che toglie e dà la vita, questa la [[Sicilia]] di Pirandello, isola favolosa e reale che racchiude una varietà inimaginabile di tipi, di caratteri, dimentalità, oltre che di dialetti, dovuta alle diverse ondate di invasori che si sono avvicendati nel tempo. (citato in Enzo Lauretta, ''Luigi Pirandello. Storia di un personaggio fuori di chiave'', Milano, Ugo Mursia editore, 2008, p. 6)
*Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato? (da<ref>Da ''I vecchi e i giovani'', Garzanti).</ref>
*L'[[umorismo]] è un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione; è come un'erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta. (da ''Un critico fantastico'', in ''L'umorismo e altri saggi'', a cura di Enrico Ghidetti, Giunti, Firenze, 1994)
*La [[cinema]]tografia è il linguaggio di [[apparenza|apparenze]], e le apparenze non parlano. Il linguaggio delle apparenze è la musica. Bisogna levare il cinematografo dalla letteratura e metterlo nella musica, perché deve essere il linguaggio visivo della musica. (citato in [[Virgilio Tosi]], ''Breve storia tecnologica del cinema'', p. 72, Bulzoni, 2001, ISBN 8883195388)
*Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato? (da ''I vecchi e i giovani'', Garzanti)
*[[Montaigne]] [...] è il tipo dello scetticismo sereno, non avido di lotte, sorridente, senza impeti, senza ideali da difendere, senza virtù da seguire, lo scettico che tollera tutto senza aver fede in nulla, che non ha nè entusiasmi nè aspirazioni, che si serve del dubbio per giustificare l’inerzia con la tolleranza, che dimostra una percezione della vita serena, ma sterile, indice di egoismo e di decadenza di razza, giacché il libero esame che non spinge all’azione può meglio che salvare dalla schiavitù, accettare, o rendersi complice del dispotismo. (da ''L'umorismo'', [[:s:L%27umorismo/Parte_prima/6|I, 6]])
*Naturalmente anche tu andrai via dalla [[Sicilia]], ma non dimenticare il profumo.<ref>Citato in ''[http://www.panorama.it/cultura/libri/vincenzo-consolo-infelice-voleva-essere-sciascia/ Vincenzo Consolo:"Un infelice che voleva essere Sciascia"]'', ''Panorama'', 9 febbraio 2015.</ref>
*Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede! (da<ref>Da ''Così è, se vi pare'', Mondadori).</ref>
*Nulla è più complicato della [[sincerità]]. (da<ref>Da ''Novelle per un anno'', Mondadori).</ref>
*Perché civile, esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in [[bocca]] [[miele]]. (da<ref>Da ''L'uomo, la bestia e la virtù'', Mondadori).</ref>
*Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così. (da<ref>Da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886) .</ref>
*Riponi in uno stipetto un [[desiderio]]: aprilo: vi troverai un disinganno. (da<ref>Da ''La vita nuda'', Novella).</ref>
*Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca. (da ''Enrico IV'', Mondadori)
*Riponi in uno stipetto un [[desiderio]]: aprilo: vi troverai un disinganno. (da ''La vita nuda'', Novella)
*Sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgenti, dove nacqui.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/05/Sciascia_svelato_ultimo_enigma_co_9_070905042.shtml]'', ''Corriere della Sera'', 5 settembre 2007.</ref>
*Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni. (da ''Enrico IV'')
*Una notte di giugno caddi come una [[lucciola]] sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altipiano d'argille azzurre sul mare africano. Si sa le lucciole come sono. La notte, il suo nero, pare lo faccia per esse che, volando non si sa dove, ora qua ora là vi aprono un momento quel loro languido sprazzo verde.<ref>Citato in Vincenzo Consolo, ''Di qua dal faro'', Mondadori, Milano, 1999, p. 164. ISBN 88-04-47094-1</ref>
*Vorrei saper la [[musica]] per esprimere, senz'essere inteso da nessuno, neppure da Te, tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l'[[anima]] e il [[cuore]]. Nessuno lo saprà mai, cara Marta, anche se il mio cuore ne dovesse scoppiare. Basta. Quest'[[esilio]] finirà tra poco. Salutami la Mamma e Cele, e Tu abbiti tutte le più vive cordialità dal tuo Luigi Pirandello. (dalla<ref>Dalla [http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera7.html lettera] a [[Marta Abba]] dell'11 luglio 1928).</ref>
*Vediamo dunque, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano; se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo. [...] Ho già detto altrove, e qui m'è forza ripetere– l'opera d'arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea madre che le coordina. [...] Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". <br>Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico. [...] non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere. (da ''L'umorismo'')
*Vorrei saper la [[musica]] per esprimere, senz'essere inteso da nessuno, neppure da Te, tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l'[[anima]] e il [[cuore]]. Nessuno lo saprà mai, cara Marta, anche se il mio cuore ne dovesse scoppiare. Basta. Quest'[[esilio]] finirà tra poco. Salutami la Mamma e Cele, e Tu abbiti tutte le più vive cordialità dal tuo Luigi Pirandello. (dalla [http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera7.html lettera] a [[Marta Abba]] dell'11 luglio 1928)
 
==''Bellavita''==
*Preferii restare pazzo e vivere con la più lucida coscienza la mia pazzia [...] questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontari quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par d'essere [...] Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! – Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia. [...] La mia vita è questa! Non è la vostra! – La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta! (Enrico IV)
*Conviene a tutti, capisci? Conviene a tutti far credere [[pazzia|pazzi]] certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non si resiste a sentirli parlare. […] Non si può mica credere a quello che dicono i pazzi! Eppure, si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo spavento. Perché? […] Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! Eh! Che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Voi dite "questo non può essere" e per loro può essere tutto. Ma voi dite che non è vero. E perché? Perché non par vero a te, a te, a te, e centomila altri. Eh cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi […]. Perché guai, guai se non vi tenete forte a ciò che vi par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto di ciò che vi pareva vero jeri! (Enrico IV)
*Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo! (da ''Enrico IV'')
*Ho paura talvolta anche del mio sangue che pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di passi in stanze lontane.
*Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca. (da ''Enrico IV'', Mondadori)
*Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni. (da ''Enrico IV'')
 
===[[Explicit]]===
''Poi rivolta alle mogli:''<br />
Insomma, come debbo dirvi d'andarvene? ‑ Lasciatemi sola! voglio restar sola! ‑ Sola, ‑ sola, ‑ sola!
 
==''L'umorismo''==
*Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente. (dal saggio ''Umorismo'', pubblicato nel 1908)
*[[Montaigne]] [...] è il tipo dello scetticismo sereno, non avido di lotte, sorridente, senza impeti, senza ideali da difendere, senza virtù da seguire, lo scettico che tollera tutto senza aver fede in nulla, che non ha nè entusiasmi nè aspirazioni, che si serve del dubbio per giustificare l’inerzia con la tolleranza, che dimostra una percezione della vita serena, ma sterile, indice di egoismo e di decadenza di razza, giacché il libero esame che non spinge all’azione può meglio che salvare dalla schiavitù, accettare, o rendersi complice del dispotismo. (da ''L'umorismo'', [[:s:L%27umorismo/Parte_prima/6|I, 6]])
*Vediamo dunque, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano; se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo. [...] Ho già detto altrove, e qui m'è forza ripetere– l'opera d'arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea madre che le coordina. [...] Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". <br>Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico. [...] non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere. (da ''L'umorismo'')
 
==''Non si sa come''==
===Citazioni===
*Nulla pare che sia più superfluo dello spirito in un organismo umano. (dalla Prefazione)<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 14603-X</ref>
*[...] chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! [...] Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità! ('''Il padre''')
*Per chi cade nella colpa, signore, il responsabile di tutte le colpe che seguono, non è sempre chi, primo, determinò la caduta? (1954, p. 75)
*Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno». (1954, p. 81)
*Luigi Pirandello, ''Bellavita'', BMM, Milano, 1966.
*Luigi Pirandello, ''Ciascuno a suo modo'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmcosi-e-se-vi-pare-edizione-1918/ Così è (se vi pare)]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmcosi-e-se-vi-pare-1925/ Così è (se vi pare)]'', Bemporad, Milano, 1925, riedito da Mondadori, 1983.
*Luigi Pirandello, ''Diana e la Tuda'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''Enrico IV'', Oscar Mondadori, 1976.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmgiustino-roncella-nato-boggilo/ Giustino Roncella nato Boggiòlo]'', Mondadori, Milano, 1973.
*Luigi Pirandello, ''I vecchi e i giovani'' (1913), Mondadori, 1953.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmi-vecchi-e-i-giovani/ I vecchi e i giovani]'', a cura di Anna Nozzoli, Mondadori, 1992. ISBN 880436548X
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), Einaudi, 2005. ISBN 8806177451
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), a cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, Newton Compton, Roma, 1993. ISBN 8879831933
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/mediatecaonline/libriautori/autori-p/luigi-pirandello/il_fu_mattia_pascalil-fu-mattia-pascal/pdf/il_fu__p.pdf Il fu Mattia Pascal]'', Oscar narrativa Mondadori, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmil-giuoco-delle-parti/ Il giuoco delle parti]'', in "Opere di Luigi Pirandello" dirette da Nino Borsellino, Garzanti. ISBN 8811584965
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmil-piacere-dellonesta/ Il piacere dell'onestà]'', in "Primo volume di Maschere Nude", Mondadori, 1955.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmil-turno/ Il turno]'', in "Tutti i romanzi", a cura di Giovanni Macchia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''L'amica delle mogli'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmlesclusa/ L'esclusa]'', a cura di Marina Stoppelli, Lexis Ricerche S.r.l.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmluomo-dal-fiore-in-bocca/ L'uomo dal fiore in bocca]''.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmla-patente/ La Patente]'', Editore "Orsa Maggiore", 1993. ISBN 8823902746
*Luigi Pirandello, ''Male di luna'', ''Corriere della sera'', 22 settembre 1913, in "Storie di lupi mannari", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1994.
*Luigi Pirandello, ''Non si sa come'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmquaderni-di-serafino-gubbio-operatore/ Quaderni di Serafino Gubbio operatore]'', Mondadori, 1974.
*Luigi Pirandello, ''Quaderni di Serafino Gubbio operatore'', Mondadori, Milano, 1992.
*Luigi Pirandello, ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960.
*Luigi Pirandello, ''Sagra del signore della nave'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/sei-personaggi-in-cerca-dautore/ Sei personaggi in cerca d'autore]''
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', a cura di G. Davico Bonino, Einaudi, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Sogno (ma forse no)'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[httphttps://www.liberliber.it/librionline/autori/autori-p/luigi-pirandello/index.htmsuo-marito/ Suo marito]'', Newton Compton editore, 1995. ISBN 8881830434
*Luigi Pirandello, ''Tutti i romanzi'', a cura di Giovanni Macchia con la collaborazione di Mario Costanzo, Mondadori, 1973.
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'' (1925), Garzanti, 2002. ISBN 8811365155
26 782

contributi