Differenze tra le versioni di "Vertigine"

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*Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il [[passato]] dei suoi ultimi sette anni. Era la vertigine. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della [[debolezza]]. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso. ([[Milan Kundera]])
*L'[[angoscia]] si può paragonare alla vertigine. Chi volge gli occhi al fondo di un abisso, è preso dalla vertigine. Ma la causa non è meno nel suo occhio che nell'abisso; perché deve guardarvi. Così l'angoscia è la vertigine della libertà [...]. ([[Søren Kierkegaard]])
*La vertigine è angoscia in quanto temo non di cadere nel precipizio, ma di gettarmici io stesso. ([[Jean-Paul Sartre]])<ref>J.P. Sartre, L'essere e il nulla, il Saggiatore, p.65</ref>
*La vera vertigine è l'assenza della follia. ([[Emil Cioran]])
*''La vertigine non è | paura di cadere, | ma voglia di [[volo|volare]].'' ([[Jovanotti]])
*Se dinanzi agli occhi s'affaccino veli tenebrosi, e il capo rassembri come aggirarsi a guisa di turbine. e per le orecchie si senta un mormorio come fiume che strepiti cadendo, o come di vento che percuota le vele d'un vascello, o come suono di tibie o di sampogne, o come cigolìo di ruote di un carro; al complesso di tutti cotesti fenomeni si dà il nome di vertigine. ([[Areteo di Cappadocia]])
*La vertigine è angoscia in quanto temo non di cadere nel precipizio, ma di gettarmici io stesso. ([[Jean-Paul Sartre]])<ref>J.P. Sartre, L'essere e il nulla, il Saggiatore, p.65</ref>
 
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