Viktor Andrijovyč Kravčenko: differenze tra le versioni

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(→‎Citazioni: Convenzioni per caratteri di stampa, così come mi sono state insegnate, non ad arbitrio.)
*Tutta Mosca risuonò ben presto dei nuovi ''slogans'' sullo stakhanovismo e il telegrafo cominciò a trasmetterci, senza interruzione, istruzioni categoriche provenienti da Karkov o addirittura dalla capitale: e si trattava di minacce appena appena velate. Venne l'ordine di costituire immediatamente delle squadre di {{sic|stakhanovisti}} che servissero di stimolo ai tardi e agli inetti: e tutti gli ingegneri e capitecnici che avessero opposto obiezioni di qualsiasi genere contro il nuovo procedimento, sarebbero stati giudicati sabotatori e trattati come tali. (vol. 1, cap. 13, pp. 343-344)
 
*{{NDR|dopoDopo la firma nel 1939 del [[Patto Molotov-Ribbentrop|trattato di non aggressione fra il Reich e l'Unione Sovietica]]<ref>Noto anche come patto Molotov-Ribbentrop.</ref>}} Dovemmo vedere coi nostri occhi le attualità cinematografiche e le fotografie dei giornali che mostravano uno Stalin sorridente, con la mano nella mano di von Ribbentropp, per cominciare finalmente a credere all'incredibile. A Mosca gli stendardi con la svastica e le bandiere con la falce e il martello sventolavano insieme. Poi Molotov ci spiegò che il fascismo, dopo tutto, era soltanto una "questione di gusto", e Stalin rivolse al suo collega in dittatura le dichiarazioni più fervorose sulla loro "amicizia cementata nel sangue". (vol. 2, cap. 21, pp. 600-601)
 
*Il mattino del 22 giugno 1941<ref>Tra le 3:15 e le 3:45 di quel giorno, iniziò l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica (operazione Barbarossa).</ref> le città e gli aeroporti sovietici subirono i primi bombardamenti e gli eserciti sovietici, presi dal panico, si ritirarono su un vasto fronte davanti alle divisioni blindate dei nazisti.<br>I giornali del mondo intero annunciarono a grandi caratteri l'improvvisa invasione della Russia da parte della Germania. Quel mattino, poco prima dell'alba, la polizia segreta cominciò ad arrestare gli "indesiderabili", a decine di migliaia in tutto il Paese. (vol. 2, cap. 22, p. 633)