Sisifo

re di Efira nella mitologia greca, figlio di Eolo

Sisifo, personaggio della mitologia greca.

Piero della Vecchia, Sisyphus, olio su tela, 1660 ca.

Citazioni su SisifoModifica

  • Ed anche Sisifo vidi, che dure pene soffriva: un masso enorme reggeva con entrambe le braccia e, puntando i piedi e le mani, lo spingeva in alto, verso la cima di un colle. Ma quando stava per superare la vetta, allora una forza violenta lo precipitava all'indietro: rotolava di nuovo a terra quel masso dannato. Ancora una volta spingeva, con il corpo teso, dalle membra scorreva il sudore, dal capo saliva la polvere. (Omero, Odissea)
  • Il vero osservatore consideri con pacatezza e imparzialità i nuovi tempi che sovvertono lo Stato. Non gli sembra che il sovvertitore somigli a Sisifo? Ecco che ha raggiunto il culmine dell'equilibrio, già il peso possente rotola ancora una volta giù dall'altro lato. Non rimarrà mai lassù in cima se un'attrazione verso il cielo non lo mantiene, oscillante, in quella posizione. (Novalis)
  • La storia è il mito di Sisifo, ogni generazione ricomincia daccapo. Nessuno di noi nasce civilizzato: il nostro certificato di nascita porta l'anno zero. La nostra età storica, la nostra maturità di uomini del proprio tempo, deve essere sempre riconquistata, la si deve sempre ricuperare: e ogni volta il tragitto si allunga, ogni volta c'è da risalire un poco di più. Talvolta sembra che non reggiamo lo sforzo, che la linea della tradizione occidentale sia diventata troppo lunga, che non riusciamo più a ripercorrerla. Talvolta coglie il sospetto che l'habitat storico sia più civile di quanto siano civilizzati i suoi abitanti, e che le civiltà si disintegrano proprio perché finiscono per sopravanzare i loro protagonisti. Siamo gravidi di futuro, oppure stiamo perdendo il passo? (Giovanni Sartori)
  • Se questo mito è tragico, è perché il suo eroe è cosciente. In che consisterebbe, infatti, la pena, se, a ogni passo, fosse sostenuto dalla speranza di riuscire? L'operaio d'oggi si affatica, ogni giorno della vita, dietro lo stesso lavoro, e il suo destino non è tragico che nei rari momenti in cui egli diviene cosciente, Sisifo, proletario degli dei, impotente e ribelle, conosce tutta l'estensione della sua miserevole condizione: è a questa che pensa durante la discesa. La perspicacia, che doveva costituire il suo tormento, consuma, nello stesso istante, la sua vittoria. Non esiste destino che non possa essere superato dal disprezzo. (Albert Camus)
  • Siede nel fondo del paese argivo | Efira, una città, natía contrada | Di Sisifo che ognun vincea nel senno. (Omero, Iliade)
  • Sisifo ama il suo masso, perché lo trascina. (Elias Canetti)
  • Sisifo viene condannato a spingere un pesantissimo macigno fino alla cima di una montagna; nell'attimo stesso in cui questo sforzo si completa, la pietra rotola a valle e Sisifo deve ricominciare da capo. Spingere verso l'alto la pietra, vederla ogni volta ricadere e avere conferma dell'inutilità degli sforzi: ecco il supplizio. (Rudi Ghedini)

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