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Śiva e Pārvatī, altorilievo del X secolo

Citazioni sullo Shivaismo kashmiro, sistema filosofico e teologico hindu.

  • Il concetto di coscienza è la solida base su cui è costruita la metafisica dello śivaismo del Kashmir. La si potrebbe quasi descrivere come una psicologia della coscienza assoluta. La coscienza è più della consapevolezza che un individuo ha di sé e dell'ambiente che lo circonda; è un principio eterno e onnipervasivo. (Mark Dyczkowski)
  • La coscienza è concepita come una forza, un'energia – e allo stesso tempo e simbolicamente seme – la quale è al principio come riposata in se stessa. Uno spettacolo, una musica, una sensazione piacevole dànno, qualunque essi siano ed in diversa misura, una scossa, commuovono questa forza, la quale, con un'immagine tratta dalla vita erotica, entra in stato di emissione, di beatitudine o meravigliarsi. (Raniero Gnoli)
  • Le cinque operazioni attribuite dalla tradizione a Śiva, ossia creazione, mantenimento, riassorbimento, grazia ed oscurazione, non sono più naturalisticamente considerate come stadi di una realtà che indipendentemente e fuori dalla nostra coscienza nasca, si evolva e muoia, sì piuttosto come momenti della coscienza o dell'io che attraverso esse come io e coscienza liberamente si esprime. L'io è ad ogni momento esse tutte e ad ogni momento crea, mantiene, riassorbe, grazia ed oscura se stesso. Il nascere è anche dissoluzione, e questa un nascere. (Raniero Gnoli)
  • La Via Nuova predicata dalla dottrina dello śivaismo kashmiro è la trascendenza attraverso una partecipazione attiva. Non è libertà «da» [come nell'Advaita Vedānta], ma libertà «di». Il desiderio non viene negato, ma accettato a un livello più alto come pura volontà o libertà dell'assoluto. (Mark Dyczkowski)
  • Lo shivaismo kashmiro è giunto a quelle profondità del pensiero umano dove le varie correnti della sapienza umana sono unite in una sintesi luminosa. (Rabindranath Tagore)
  • Secondo queste scuole il mondo è identico a Dio: tutto ciò che è accaduto, accade ed accadrà, tutte le possibili esperienze e forme sono soltanto manifestazioni (abhasa) di Dio, o sue emanazioni. Ciò che è od appare, in altre parole, è l'evolversi della coscienza divina nel suo mai interrotto processo di stasi, di risveglio, di piena coscienza, di torpore e di sonno. (Giuseppe Tucci)

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