Sesto Properzio

poeta romano
Auguste Jean Baptiste Vinchon, Propertius & Cynthia

Sesto Properzio (49 a.C. circa – 15 a.C.), poeta latino.

ElegieModifica

IncipitModifica

Fu Cinzia dai begli occhi, povero me, la prima che mi prese al laccio.[1]

CitazioniModifica

  • La medicina è rimedio a tutti gli umani dolori, | solo l'amore è un male che non vuole altra cura. (II, 1, 57-58)[2]
Omnis humanos sanat medicina dolores: | solus amor morbi non habet arteficem.
  • Nelle grandi imprese anche l'aver voluto basta. (II, 10, 6)
In magnis et voluisse sat est.
  • In amore sono gli occhi a guidarci. (II, 15, 12)[3]
Oculi sunt in amore duces.
  • Il vero amore non ha mai conosciuta alcuna misura. (II, 15, 30)[4]
  • Sempre l'assenza è un pungolo per il desiderio. (II, 33, 43)
Semper in absentes felicior aestus amantes.
  • Amore è dio di pace; noi amanti veneriamo la pace; | a me, per me, bastan le guerre con la mia donna. (III, 5, 1-2)[5]
  • Ognuno segue il seme della sua natura. (III, 9, 20)
Naturae sequitur semina quisque suae.
  • L'amore se ne andrà tanto lontano quanto è lontano dagli occhi. (III, 21, 10)[6]
Quantum oculis, tantum procul ibit amor.
  • [Su Virgilio] Lasciate il passo, scrittori latini, lasciate il passo, scrittori greci: sta per nascere un non so che, più grande dell'Iliade. (II, 34, 65-66[7])
Cedite Romani scriptores, cedite Graii, | Nescio quid maius nascitur Iliade.

NoteModifica

  1. Citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993.
  2. Trad. G. Lipparini. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  3. Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 23. ISBN 978-88-04-47133-2.
  4. Citato in L. De Mauri, Angelo Paredi, Gabriele Nepi, 5000 proverbi e motti latini, Hoepli, 1995.
  5. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  6. Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 26. ISBN 978-88-04-47133-2.
  7. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, U. Hoepli, Milano, 1921, p. 409.

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