Sci

sport

Citazioni sullo sci e sugli sciatori.

  • Lo sci è arrivato con massima naturalezza. Certo, mio padre è un allenatore e mia madre è un'amante dello sport, ma non hanno mai forzato le mie scelte. Sono cresciuta in Val Gerola, ho vissuto tutti i miei inverni in quel contesto, ricordo ancora il clacson suonato da mio padre nel cortile di casa, la spremuta della mamma e il mio eterno ritardo per andare allo Sci Club. Spesso mi raccontano che all'inizio non mi piaceva sciare, detestavo gli sci di plastica, poi mi hanno messo sugli sci veri ed è scoccata la scintilla. (Elena Curtoni)
  • Nello sci se un atleta pensa: "Più veloce di così non posso andare", in quel momento molti lo supereranno. (Mikaela Shiffrin)
  • Non c'è nulla che possa regalare le stesse emozioni dello sci. Il bello è quando esci al mattino dopo una nevicata notturna, e sali sulla montagna e vai nella neve fresca. Sei a duemila metri e respiri l'aria pura, sei in mezzo alla natura. Non so dire, ma sento che ogni volta qualcosa mi rinasce dentro. (Alberto Tomba)
  • Non crediamo di sbagliarci dicendo che il significato più profondo dello sci è il seguente: la sensazione istintiva di paura fisica, col moto riflesso di un trarsi indietro o di aggrapparsi a qualcosa, che sorge nell'istante del cadere, viene vinta e trasformata in una sensazione di ebrezza, di piacere, e sviluppata nell'impulso a andare ancor più veloci e a giuocare in ogni modo con la velocità e l'accelerazione che ai corpi imprime la forza di gravità. Così lo sci, sotto questo aspetto, vorremmo proprio definirlo come una tecnica, un giuoco e una ebrezza della caduta. Praticando questo sport si sviluppa di certo una forma di audacia o intrepidezza fisica, ma è una forma tutta speciale, ben distinta dall'audacia dell'alpinista, anzi ad essa opposta come significato: è una forma, diciamolo pure, «moderna». (Julius Evola)
  • Sciare? Io non pratico nessuno sport con delle ambulanze ai piedi della collina. (Erma Bombeck)
Una gara di sci alpino (2010)

Lara GutModifica

  • Il problema dello sci è che sei sempre in viaggio, e come donna più passano gli anni e più ti senti isolata. Vivi in un mondo illusorio, chiami amicizie quelle che non lo sono. E tendi a chiamare famiglia il mondo dello sci che di famiglia ha ben poco perché quando smetti nessuno si ricorda più di te, mentre la famiglia è lì dove puoi contare su qualcuno quando sei in crisi. Ci ho messo tanto a rendermene conto.
  • Sono cresciuta sciando ed era una cosa normale per me, come il fatto di andare a scuola. Si faceva e basta. Non mi sono mai chiesta se fosse un dovere, un piacere, una passione. Sciavo, ridevo e tutto andava bene.
  • [«Quando hai iniziato a sciare e perché?»] Per il mio primo compleanno mia zia mi ha regalato un paio di piccoli sci in plastica. [...] Ho poi passato la mia estate in giro per il giardino con gli sci ai piedi e, arrivato l'inverno, era naturale che iniziassi ad usarli pure sulla neve.

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