Sandra Petrignani

giornalista e scrittrice italiana

Sandra Petrignani (1952 – vivente), scrittrice, giornalista e blogger italiana.

Citazioni di Sandra PetrignaniModifica

  • "Mi lasci 'sta roba in portineria" disse scontroso Giorgio Manganelli nel telefono a Romana Petri sui vent'anni che aveva osato cercare il suo numero in elenco (allora funzionava così, erano i primi anni Ottanta) per chiedergli di leggere certi racconti che aveva scritto. "Mi lasci 'sta roba in portineria": immagino esattamente il tono fra lo scocciato e l'imbarazzato, la voce indimenticabile con la erre moscia, quel buttar fuori la frase come un colpo di tosse.[1]
  • [Sulla storia d'amore tra Giorgio Manganelli e Alda Merini] Uno che un giorno se ne scapppò da Milano in Lambretta, o forse era una Vespa (che differenza c'è fra una Vespa e una Lambretta?) mollando tutto, ma proprio tutto per trasferirsi a Roma. Ma che dico trasferirsi, per fuggirsene da un matrimonio disgraziato, da una paternità per lui invivibile, soprattutto da un amore folle, nel vero senso della parola, per una giovanissima Alda Merini già poeta e già fuori di testa. Si erano conosciuti che lui aveva diciassette anni e lui ventisei. A un certo punto lui – trentunenne – salì sulla famosa Lambretta e faticosamente arrivò a Roma. Senza bagaglio. Senza casa. Senza niente. Rompendo i ponti con l'università dove insegnava, con la famiglia, con quella donna impossibile – la Merini, che un giorno aveva fermato per strada la Fausta, legittima moglie di Giorgio, apostrofandola: "Signora, lo sa che mi sono innamorata di suo marito?" e l'altra, senza fare una grinza: "Ma se lo prenda, benedetta, se lo prenda".[1]
  • [Su Romana Petri] Memorie come queste hanno acceso in lei la voglia di raccontare uno scrittore tanto stravagante, prendendosi pure tutte le libertà dell'invenzione. Quella, per esempio, di infilarsi dentro la storia di Cuore di furia non come Romana Petri, ma con il suo anagramma, Norama Tripe, in qualità di figlia. Figlia abbandonata e negletta, che – si precipita un giorno da Milano a Roma (pardon da Barcellona a Siviglia stando al romanzo) presentandosi inattesa alla porta del padre. Il quale la fa entrare sì, ma la chiude subito in terrazzo perché deve ricevere nientepopodimenoche Carlo Emilio Gadda, venuto a insultarlo come vigliacco imitatore.[1]
  • "Ma sì", ammette Romana, "l'ho detto tante volte: ho avuto due padri, uno naturale e uno letterario". Mario Petri, il basso-baritono de Le serenate del Ciclone (Neri Pozza) e, appunto, Manganelli.[1]

NoteModifica

  1. a b c d Da Il cuore svelato del Manga. Romana Petri è riuscita a raccontare la vita e gli amori di Giorgio Manganelli con la libertà dell'invenzione, Il Foglio Quotidiano , Roma, 21 novembre 2020.

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