San Michele aveva un gallo

film del 1972 diretto da Paolo e Vittorio Taviani

San Michele aveva un gallo

Immagine Paolo_Monti_-_Serie_fotografica_-_BEIC_6342962.jpg.
Titolo originale

San Michele aveva un gallo

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1972
Genere drammatico
Regia Paolo e Vittorio Taviani
Soggetto Lev Tolstoj (racconto Il divino e l'umano)
Sceneggiatura Paolo e Vittorio Taviani
Produttore Giuliani G. De Negri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Musiche: Benedetto Ghiglia

San Michele aveva un gallo, film italiano del 1972 con Giulio Brogi, regia di Paolo e Vittorio Taviani.

IncipitModifica

Madre di Giulio: Giulio è un bambino disobbediente, rimarrà qua dentro fino a stasera. [Lo chiude dentro uno sgabuzzino.]
Giulio piccolo: San Michele aveva un gallo, | bianco rosso verde e giallo, | e per addomesticarlo | gli dava latte e miele. | San Michele aveva un gallo, | bianco rosso verde e giallo, | e per addomesticarlo | gli dava latte e miele.

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Risulta che gruppi di cosiddetti "Internazionalisti" stiano tramando colpi di mano in località disparate. Risulta che la loro tattica, dagli stessi denominata "Propaganda del fatto", prevede: Primo, provocazione di torbidi nelle campagne approfittando del malcontento per le ultime tasse sul macinato. Secondo, azione su piccoli comuni a scopo dimostrativo sovvertendo, anche temporaneamente, i poteri locali in nome della fratellanza universale. Terzo, eventuale armamento di bande contadine, previa distribuzione terre ai suddetti contadini. Comunichiamo che siamo in grado di stroncare le sortite dei vari gruppi prima che vengano a maturazione. Soltanto un gruppo, il gruppo nominato Pisacane, sfugge attualmente alla nostra sorveglianza; riteniamo ne sia a capo un certo Giulio Manieri, già appartenente a pregiatissime famiglie di possidenti, ex laureando in matematica, oggi dedito al mestiere di gelataio. (Voce fuoricampo che legge un dispaccio)
  • La vostra diffidenza è giusta, non ci conoscete. Siamo gli Internazionalisti. Siamo venuti da voi proprio per farvi conoscere chi siamo e cosa vogliamo. Alcuni di voi forse già lo sanno. Ma noi vogliamo farvelo sapere con i fatti e non con le parole! Aiutateci! Lo vedete da voi cosa vogliamo fare. Fare piazza pulita di tutte le autorità. Le loro carte scritte! Le loro carte bollate! Le loro carte catastali! False come Giuda! Vogliamo ridarvi il grano e la farina che sono vostre! (Giulio)
  • Non temete, ce ne andiamo. Non vi coinvolgeremo in una sparatoria. Questa volta è andata così. La prossima andrà meglio. (Giulio)
  • [Legge la deposizione di Giulio] Io Giulio Manieri ex possidente, ex laureando, di professione gelataio internazionalista non dirò più una parola salvo questa: grazie per l'opportunità che mi avete dato con questo processo di dire pubblicamente chi siamo e che vogliamo. Grazie per il motivo di soddisfazione che viene dai vostri visi, dai vostri occhi. Non sapete dove guardare. Ecco, ora che mi guardate negli occhi, guardatemi bene. Che cosa vi aspettavate da me? Ma possibile che siate così sciocchi da credere che io scegliendo questa attività non mi sia preparato al peggio? Avevo previsto anche questa possibilità. Io posso sbalordirvi o spaventarvi mentre voi non avete alcuna possibilità né di spaventarmi né di sbalordirmi. (Giovanni Lanza)
  • Il Sud deve diventare il nostro obiettivo. I contadini del sud possono essere ancora oggi la polveriera d'Italia. (Giulio)
  • Mettere su famiglia, avere una donna, dei figli... tutto ciò è normalità, abitudine, pacificazione. È l'equilibrio che partorisce i mostri. (Giulio)
  • San Michele, se è possibile, allontana da me quest'ora. Allontana da me quest'ora maligna. Allontana da me l'ora che non finisce mai. San Michele, non farmi prendere dallo sgomento. (Giulio)
  • Ho paura di andare fino in fondo. Ho paura di scoprire cosa dovvero ho voglia di fare. Ho paura a dire che ho soltanto voglia di piangere. E allora devo piangere, è l'unica soluzione. (Giulio)
  • E ora buonanotte amici e grazie. Buonanotte a tutti e tu San Michele, ti prego, ridammi il sogno di ieri notte: le spedizioni sono riuscite, i contadini marciano con noi. Mi hanno liberato, marciamo insieme. Le altre regioni insorgono, in tutta Italia, in tutta Europa, in Giappone... (Giulio)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Madre di Giovanni Lanza: Se io fossi tuo padre cercherei una via di mezzo. Farei fucilare quell'uomo fra due o tre anni quando sarà finita tutta questa confusione.
    Moglie di Giovanni Lanza: Io vorrei che Giovanni fosse liberato da questa responsabilità.
  • [In cella s'immagina di parlare con alcuni suoi compagni] Negrini/Giulio: A chi Giulio, a chi hai aperto il tuo cuore? Chi mai accolto nella tua vita? Tu parli sempre del prossimo, ma hai una grande considerazione di te stesso.
    Giulio: Ma si lavora sempre per sé stessi, quando si lavora per gli altri! Ma certo, io voglio un modo di vivere in cui ognuno possa essere sé stesso fino in fondo!

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