Ruota della preghiera

oggetto devozionale del Buddhismo

Citazioni sulla ruota della preghiera.

Un'anziana tibetana con una ruota della preghiera portatile, Lhasa, 2006
  • Altri fedeli portavano con sé piccoli mulini portatili quando si recavano in pellegrinaggio. Non mancavano mulini girati dal vento sui tetti, e anche l'acqua veniva messa spesso a servizio della devozione religiosa.
  • Era importante che rimanessero sempre in movimento, e a tale scopo vidi un monaco che aveva il compito di controllare e ungere gli assi intorno ai quali ruotavano. Nessun fedele che passasse faceva a meno di muoverli. Vecchietti e vecchiette sedevano spesso tutto il giorno davanti a questi tamburi giganteschi, alti parecchi metri: li facevano girare con devozione e supplicavano gli dei di concedere a loro e a chi li manteneva un più alto grado di reincarnazione.
  • In quel momento fu invece qualcosa d'altro ad attrarre la nostra attenzione: un gigantesco chörten, alto più di venti metri, testimoniava la santità particolare del luogo. Intorno a questo una quantità di mulini di preghiere – riuscii a contarne ottocento –, i cui tamburi giravano incessantemente: vi erano applicate le strisce con le formule delle orazioni, che senza posa impetravano la benedizione degli dei.
  • Questi mulini di preghiere e l'ingenuo modo di pensare che attestano sono tipici del Tibet tanto quanto i mucchi di pietre e le banderuole sacre che avevamo incontrato sui passi montani.

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