Rodolfo Celletti

musicologo e critico musicale italiano
Rodolfo Celletti

Rodolfo Celletti (1917 – 2004), critico musicale, musicologo, maestro di canto e scrittore italiano.

Citazioni di Rodolfo CellettiModifica

  • [Beniamino Gigli] Gigli aveva una cavata intermedia, tra il piano e il mezzoforte, ammaliante, anche perché il suono restava ricco ed espansivo pur assumendo una sottile velatura di tenerezza ed emozione.[1]
  • [Franco Corelli] In questo è stato un autentico fenomeno vocale, un do e un re bemolle 4 meno adamantini e solari di quelli di Lauri-Volpi ma enormi, straripanti, che sembravano addensarsi sulla platea della Scala come una cupola sonora.[2]
  • [Alfredo Kraus] Kraus è l'unico tenore che abbia saputo eseguire le canzoni (spagnole) con slancio, calore, fantasia, analisi della parola "cantata", sottigliezze ritmiche.[3]
  • [Mina] L'ho ascoltata e ascoltata ancora e poi ho capito che quando era giovane non aveva un'unica voce, ma diverse a seconda di ciò che eseguiva. Per anni mi sono chiesto con chi avesse studiato canto. Alla fine mi sono risposto che era una domanda stupida. Certe finezze, certi accenti, certe modulazioni non si acquisiscono. Nascono per germinazione spontanea.[4]
  • [Beniamino Gigli] La voce di Gigli può legittimamente rientrare fra i miti dell'opera. Compatta, armoniosa, omogenea, eccezionalmente spontanea nell'emissione, aveva una continuità di vibrazioni e una fermezza di suono che faceva pensare alla cavata carusiana.[5]
  • [Titta Ruffo] Sotto il profilo vocale ebbe anche una straordinaria resistenza dei fiati: la vorticosa cadenza che procedeva la ripresa della seconda strofa del brindisi dell'Hamlet e il lungo potentissimo sol con cui concludeva il prologo del Pagliacci sono entrati nella leggenda.[6]
  • [Titta Ruffo] Titta Ruffo, mostra una personalità timbrica inconfondibile. Voce fortemente incapsulata nella maschera, con lievi inflessioni nasali accentuate dal sistema d'incisone dei dischi detti acustici, il suono sembra pervaso da un'energia interna a volte squassante.[7]

NoteModifica

  1. Da Il Canto: storia e tecnica, stile e interpretazione dal "recitar cantando" a oggi, Edizioni A. Vallardi, 1989, p. 91.
  2. Da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 244.
  3. Da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 247.
  4. Citato in Brunella Schisa, Mina per voce sola, Il Venerdì di Repubblica, 10 marzo 2000.
  5. Da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 211.
  6. Citato in Gustavo Marchesi, Canto e cantanti, Casa Ricordi – BMG Ricordi Spa, Milano, 1996, p. 265.
  7. Da Il Canto: storia e tecnica, stile e interpretazione dal "recitar cantando" a oggi, Edizioni A. Vallardi, 1989, p. 108.

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