Roberto Pacini

regista e drammaturgo italiano

Roberto Pacini (1967– vivente), regista e drammaturgo italiano.

Citazioni di Roberto PaciniModifica

  • Amo i cortometraggi: di solito durano poco. E sono un linguaggio a sé, diverso da quello dei lunghi e, per certi aspetti, più complicato.[1]
  • Ero molto legato per lavoro al Regno Unito, spesso Londra ma con la Brexit le cose stanno cominciando a cambiare e, almeno io, avrei preferito di no e non solo per motivi professionali. Fra un po’ sarà davvero come coprodurre un film con un paese extraeuropeo e leggi, regole, trattati e cavilli si complicheranno. Almeno noi, temo che saremo costretti a rompere i ponti ed è un peccato: il talento inglese è notevole.[1]
  • I Festival sono un mondo a parte e non ce n’è uno uguale all’altro. Sono affascinanti perché ognuno ha il suo pubblico, ha il suo modo di pensare, di organizzarsi, di proporre e di proporsi. Dovrebbero essere premiati per stimolare il concetto di Diversità. Forse dipende dalle singole città che li ospitano, ma il concetto della diversità nel contesto della produzione cinematografica in genere con qualunque mezzo, con qualunque budget, offre sempre spettacoli dal vivo stimolanti, dove la proiezione del film è una delle componenti ma non l’unica. I principali mercati di distribuzione come la sala, la tv, l’home video o il VOD pensano solo alla diffusione ma in fondo è il loro compito primario e non c’è da chiedere loro di più. Nei Festival c’è anima, ci sono le persone. C’è l’Umanità.[1]
  • L’indipendenza è libertà e insegna molto. Per molti anni ho collaborato per la produzione di lungometraggi nazionali con il contributo del Ministero, anche opere prime e seconde. Agli autori che ho incontrato ho sempre personalmente suggerito di iniziare in maniera indipendente, senza tanti soldi. Se poi riesci a fare un’ottima opera prima come indipendente, un lungometraggio che duri almeno 75 minuti, dopo sarà più opportuno muoverti fra le società di produzione per realizzare il tuo progetto filmico con un budget degno di questo nome. Per un esordiente totale, essere catapultato all’improvviso nelle dinamiche di un film industriale con logiche costrittive e tumultuose, com’è giusto che sia, però può essere paralizzante e sconcertante, troppe le cose a cui pensare e tutte assieme senza l’aiuto neanche dell’esperienza. In queste condizioni, il rischio che alla fine il film non riesca al meglio delle proprie possibilità di regista e autore è molto alto.[1]
  • Papa Francesco, fra i suoi primi provvedimenti, ha abolito l’ergastolo dal sistema penale del Vaticano.[1]
  • Vengo dal teatro e avevo sempre pensato di entrare nel cinema come autore, sceneggiatore o regista. Per una serie di coincidenze, nel 2001 sono entrato nel cinema come produttore, prima di lungometraggi nazionali e poi di coproduzioni internazionali. [1]

Produzione filmicaModifica

  • Not a Good Idea (2019)
  • 13 Years Later (2019)
  • Sintuit (2019)
  • The Enthusiasm of a Child (2018)
  • Judgement Day the Prequel (2018)
  • Fpm (2017)
  • Exit (2016)
  • Shapes (2013)
  • The Diary of an Assistant Bookkeeper (2012)
  • The Man Wearing a Hood (2012)
  • The Empty Chair (2012)
  • Balloon (2011)
  • Gaussian Copula Function (2011)
  • The Briefcase (2010)
  • Dreams & Colors (2010)
  • Il mercante di stoffe (2009)
  • Mr Filipponi (2009)
  • Being Fed Up (2007)
  • Segretario particolare (2007)
  • Sunlight (2006)
  • La passione di Giosué l'Ebreo (2005)
  • Chemins de traverse (2004)
  • Segui le ombre (2004)
  • Serva e padrona (2003)
  • Shik (2003)
  • Les amants de Mogador (2002)
  • Lei (2002)
  • Dal diario di un Aiuto Contabile (2001)

NoteModifica

  1. a b c d e f Da Intervista a Roberto Pacini, archive.today.

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