Robert Edward Lee

militare statunitense

Robert Edward Lee (1807 – 1870), generale statunitense.

Robert E. Lee

Citazioni di Robert E. LeeModifica

  • [Durante la guerra civile] È una benedizione che la guerra sia così spaventosa, altrimenti la nostra passione per lei non avrebbe limiti.[1]
  • [Al momento della resa] Non posso alzare la mano contro il mio luogo natio, la mia casa, i miei figli.[2]
I cannot raise my hand against my birthplace, my home, my children.
  • Se fossi un artista [...] dipingerei un quadro realistico di Traveller, che ne rappresentasse le proporzioni raffinate, la figura muscolosa, il torace profondo, il dorso corto, le cosce forti, le zampe piatte, la testa piccola, la fronte ampia, le orecchie delicate, l'occhio svelto, la criniera e la coda nere. Un quadro così ispirerebbe un poeta, il cui genio potrebbe quindi illustrarne il valore, e descrivere la sua resistenza alla fatica, alla fame, alla sete, al caldo e al freddo, e i pericoli e le sofferenze attraverso i quali è passato. Potrebbe dilungarsi sulla sua sagacia e affetto, e la sua immancabile reazione a ogni volere del suo cavaliere. Potrebbe persino immaginarne i pensieri durante le lunghe marce notturne e i giorni di battaglia attraverso i quali è passato.
If I was an artist [...] I would draw a true picture of Traveller; representing his fine proportions, muscular figure, deep chest, short back, strong haunches, flat legs, small head, broad forehead, delicate ears, quick eye, small feet, & black mane & tail. Such a picture would inspire a poet, whose genius could then depict his worth, & describe his endurance of toil, hunger, thirst, heat & cold; & the dangers & sufferings through which he has passed. He could dilate upon his sagacity & affection, & his invariable response to every wish of his rider. He might even imagine his thoughts through the long night-marches & days of battle through which he has passed.[3]

AttribuiteModifica

Strike the tent.[4]

Citazioni su Robert E. LeeModifica

  • Quell'uomo non aveva cambiato solo la mia mattinata: aveva cambiato la mia vita, anche se non lo avessi più rivisto. Non sapevo che ci potesse essere un cavaliere simile, che capiva quello che provavi prima ancora di te. Jim era un buon cavaliere, ma quell'uomo... be', come ho già detto, era un cavallo che in qualche modo si era trasformato in un uomo. Perlomeno, parlava il linguaggio dei cavalli. Ti ricordi, Tom, che ti avevo detto che quando Andy mi aveva montato per la prima volta avevo sentito che era esperto e affidabile? Be', da quell'uomo traboccava, come l'acqua in un abbeveratoio, una grande simpatia per me e per tutti gli animali del mondo. (Richard Adams)

NoteModifica

  1. Citato in Hans-Peter Reichmann, Stanley Kubrick, Giunti, 2007.
  2. Citato in AA.VV., Il libro della storia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2018, p. 246. ISBN 9788858016572
  3. Da una lettera alla cugina Martha "Markie" Custis Williams del 22 dicembre 1866, riportata in Robert M. Pendleton, Traveller: General Robert E. Lee's Favorite Greenbrier War Horse, Trafford Publishing, 2005, p. 17 (anteprima su Google Libri). ISBN 9781412049146
  4. Citato in Elizabeth M. Knowles, The Oxford Dictionary of Quotations, Oxford University Press, 1999, p. 457. ISBN 0198601735

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