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Renata Viganò (1900 – 1976), scrittrice italiana.

Incipit de L'Agnese va a morireModifica

Una sera di settembre l'Agnese tornando a casa dal lavatoio col mucchio di panni bagnati sulla carriola, incontrò un soldato della cavadegna. Era un soldato giovane, piccolo e stracciato. Aveva le scarpe rotte, e si vedevano le dita dei piedi, sporche, color di fango. Guardandolo, l'Agnese si sentì stanca. Si fermò, abbassò le stanghe. La carriola era pesante.
Ma il soldato aveva gli occhi chiari e lieti, e le fece il saluto militare. Disse: – La guerra è finita. Io vado a casa. Sono tanti giorni che cammino – . L'Agnese si slegò il fazzoletto sotto il mento, ne rovesciò le punte sulla testa, si sventolò con la mano: – Fa ancora molto caldo – Aggiunse, come se si ricordasse: – La guerra è finita. Lo so. Si sono tutti ubriacati l'altra sera, quando la radio ha dato la notizia – .

BibliografiaModifica

  • Renata Viganò, L'Agnese va a morire, Giulio Einaudi Editore, 1974.

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