Ravi Shankar

musicista indiano

Ravi Shankar (1920 – 2012), musicista e compositore indiano.

Ravi Shankar nel 2009

Citazioni di Ravi ShankarModifica

  • A differenza della musica occidentale, noi non abbiamo composizioni scritte, nulla di prestabilito. Perciò neppure io so mai cosa avverrà dal vivo. Questo per me, e per chi mi ascolta, è l'aspetto più emozionante; è come servire ancora caldo un piatto appena cucinato[1]
  • Ero molto scontento di tutta quella superficialità, e soprattutto delle informazioni sbagliate che Timothy Leary e altri andavano diffondendo, dicendo che in India tutti usano droghe. Era un miscuglio di Kama Sutra, Tantra, yoga, hashish, LSD e intanto la vera spiritualità della nostra musica andava completamente perduta.[1]
  • [Sul Festival di Monterey del 1967] Hendrix mi sembrava fantastico, ma davvero assordante. E poi faceva quel numero con il suo strumento, apriva una latta di benzina e dava fuoco alla chitarra. La gente impazziva per una cosa del genere, a loro piaceva, ma per me bruciare la chitarra era il peggior sacrilegio possibile. Sono corso via. Ho detto che a costo di pagare una penale, non avrei suonato al festival. Non avrei proprio potuto.[1]
  • [Su George Harrison] Mi sono affezionato a George. Gli ho dato l'autobiografia di uno yogi ed è così che ha iniziato a interessarsi alla cultura vedica e alle cose indiane.[1]

NoteModifica

  1. a b c d Citato in John O'Mahony, traduzione di Maria Sepa, Ravi Skankar, l'altra musica: «Fantastica l'era pop, ma insopportabili le bugie sulle droghe», Corriere della Sera, 17 giugno 2008.

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