Ragazze interrotte

film del 1999 diretto da James Mangold

Ragazze interrotte

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Titolo originale

Girl, Interrupted

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1999
Genere biografico, drammatico
Regia James Mangold
Soggetto Susanna Kaysen (libro)
Sceneggiatura Lisa Loomer, James Mangold, Anna Hamilton Phelan
Produttore Douglas Wick, Cathy Konrad
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ragazze interrotte, film statunitense del 1999 con Winona Ryder e Angelina Jolie, regia di James Mangold.

TaglineA volte l'unico modo per rimanere sani di mente è diventare un po' pazzi.

Avete mai confuso un sogno con la vita? O rubato qualcosa pur avendo i soldi in tasca? Siete mai stati giù di giri? O creduto che il vostro treno si muovesse mentre invece era fermo? Forse ero pazza e basta, forse erano gli anni '60 o magari ero solo una ragazza interrotta. (Susanna)

  • Il rasoio fa male, | il fiume è troppo basso, | l'acido è bestiale, | la droga dà il collasso, | la corda si spezza, | la pistola è proibita, | il gas puzza, | allora viva la vita.[1] (Lisa)
  • Non sei uscita perché stai meglio Daisy, è che si sono arresi. (Lisa)
  • [Che cosa le avresti detto?] Non lo so, ma che mi dispiaceva tanto. Che non so che significa essere come lei, ma so cosa significa voler morire e che sorridere fa male e che ci provi a inserirti ma non ci riesci e che fai del male al tuo corpo per tentare di uccidere la cosa che hai dentro. (Susanna)
  • Quando ti rifiuti di soffrire, la morte ti sembra una specie di sogno. Ma vedere la morte, vederla fisicamente, ti fa capire che sognarla era una cosa ridicola. forse quando si cresce arriva un momento in cui si rimane senza pelle. Forse continuiamo ad avere segreto perché non crediamo alla nostra anima, perché ci rendiamo conto che il pensiero è una cosa difficile. (Susanna)
  • Gli occhi di Lisa un tempo così magnetici ora sono soltanto vuoti. (Lisa, leggendo il diario di Susanna)

Dialoghi

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  • Insegnante di yoga: Janet, che razza di albero pensi di essere sdariata lì per terra?
    Janet: Sono un arbusto spezzato!
  • Susanna: Ma tu che hai fatto? Perché sei qui?
    Georgina: Pseudologia fantastica.
    Susanna: E che cos'è?
    Georgina: Sono una bugiarda patologica.
  • Susanna: Sono ambivalente. Anzi, questa è la mia parola preferita adesso.
    Dottoressa: Ma tu lo sai che cosa significa ambivalenza?
    Susanna: Non mi interessa.
    Dottoressa: Se è la tua parola preferita devo pensare che debba interessarti.
    Susanna: Significa "Non mi interessa", ecco cosa significa.
    Dottoressa: No, al contrario, Susanna. Il concetto di ambivalenza implica forti sentimenti in opposizione fra loro. Il prefisso, come in ambidestro, significa entrambi. Il resto della parola in latino significa vigore. La parola suggerisce che tu sei dilaniata fra due opposte linee di condotta.
    Susanna: Insomma, resto o me ne vado?
    Dottoressa: Sono sana oppure sono pazza.
    Susanna: Queste non sono linee di condotta.
    Dottoressa: Lo possono diventare, cara, per qualcuno.
    Susanna: Be', allora la parola è sbagliata.
    Dottoressa: No, io credo che sia perfetta. Quis hic locus, quale regnum, quae mundi plaga? Quale mondo è questo? Quale regno? Quali spiagge, di quali mondi? È molto grossa la domanda a cui devi rispondere, Susanna. La scelta della tua vita. Tu quanto vuoi indulgere ai tuoi difetti? Quali sono i tuoi difetti? E sono difetti? Se ti aggrappi a loro finirai ricoverata in un ospedale per tutta la vita. Grandi domande, grandi decisioni. Non mi sorprende che tu professi non curanza in proposito.
    Susanna: È tutto?
    Dottoressa: Per ora.
  • Lisa: Non ti sono più simpatica? Perché sei libera? Credi di essere libera? Io sono libera. Tu neanche lo sai che cos'è la liberta. Io sono libera! Perché io respiro. Invece tu ti ci strozzerai con la tua mediocre piccola vita del cazzo. Sai ci sono troppi muri nel mondo. Troppi muri contro cui spingere la gente e c'è troppa gente che chiede di essere spinta. Gente che ti implora di essere spinta. Lo capisci? Ti scongiura di spingerla contro il muro e allora io mi domando e continuo a farmi sempre la stessa domanda: Perché nessuno ci mette me con le spalle al muro? Perché nessuno mai allunga la mano e mi strappa fuori la verità e mi dice che sono solo una Puttana e che i miei genitori vorrebbero che fossi morta.
    Susanna: Perché tu lo sei già, morta, Lisa. Non interessa a nessuno se tu muori perché è da tanto che sei morta. Il tuo cuore è gelido. Ecco perché continui a tornare sempre qui. Tu non sei libera, hai bisogno di questo posto per sentirti viva. Sei patetica.

Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho capito.. Sono mai sta matta? Forse sì. O forse è matta la vita. La follia non è essere a pezzi o custodire un oscuro segreto. La follia siete voi o io, amplificati: se avete mai detto una bugia e vi è piaciuto, se avete mai desiderato di poter restare bambini in eterno... Non erano perfette ma erano amiche mie. Negli anni '70 quasi tutte erano uscite e vivevano la loro vita. Alcune le ho riviste, altre no, mai più. Ma non c'è un giorno in cui il mio cuore non le ritrovi. (Susanna)

  1. Citando la poesia Resumé (1926) di Dorothy Parker.

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