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Planetes

Serie TV anime

Immagine Planetes (logo).jpg.
Titolo originale

Planetes

Paese Giappone
Anno

2003 – 2004

Genere fantascienza
Episodi 26
Ideatore Makoto Yukimura
Regia Gorō Taniguchi
Doppiatori italiani

Planetes, serie televisiva anime basata sull'omonimo manga.

Episodio 1, Nello spazio infinitoModifica

Episodio 2, Come un sognoModifica

  • Ehi pivella! Non bruciare i tempi, capito? [...] Ricordati che hai appena iniziato, pivella. Non correre troppo, fa' con calma, un mestiere si costruisce giorno dopo giorno. (Hachi) [ad Ai]

Episodio 3, Traiettoria di ritornoModifica

  • Ai: Col testamento uno dovrebbe accomiatarsi dai genitori, o dagli amici.
    Hachi: Be', io non ho niente da dire.
    Ai [arrabbiata]: Ma certo che ce l'ha, sta dicendo addio ai suoi cari, è morto santo cielo!
    Hachi: Non ha importanza cosa si scrive, quando si muore finisce tutto: capitolo chiuso.
    Ai: È la cosa più cinica che abbia mai sentito dire.
  • Vivere da soli, e morire da soli... da soli... Chi potrebbe desiderare una cosa simile? Non ha alcun senso. Lo spazio è troppo immenso per un uomo solo. (Ai)

Episodio 6, Scoiattolo lunare volanteModifica

  • Puoi anche essere pieno di soldi, ma se non hai l'amore nel cuore come marito sei un fallito! [...] Se c'è amore anche poche briciole di pane sono un banchetto, e una ricca rendita non renderà felice sua figlia se il suo uomo non la ama. (Ai) [a un uomo che denigrava il marito della figlia divorziata]

Episodio 7, La ragazza extraterrestreModifica

  • Hachi: Senta un po', Fee [...] Poniamo per un momento che ci sia davvero qualcosa come Dio là fuori. [...] Insomma, se Dio esiste credo debba avercela a morte con noi esseri umani: inquiniamo la Terra e la Luna, e produciamo tutti quei detriti, siamo come ospiti indiscreti, ignoriamo i suoi segnali che ci invitano chiaramente a tornarcene a casa...
    Fee: Hachimaki! [tira un pugno in testa ad Hachi] Accidenti, svegliati! Sei un raccogli detriti e sei un uomo adulto, perciò smettila di piagnucolare! Cos'è questa storia su Dio, che dovremo fare secondo te: girare sui tacchi e tornarcene a casa? Sta' a sentire, Hachi: chiuderti a riccio e rintanarti al sicuro tra quattro mura non risolverà un bel niente!

Episodio 9, Il maestroModifica

Astronauti ripresi durante un'esercitazione
  • Un astronauta deve saper pensare molto velocemente, ma sempre con grande lucidità. (Gigalt) [ad Hachi]

Episodio 10, Polvere di stelleModifica

  • Quando perdi qualcuno che ami, non c'è tristezza, non c'è dolore. Non provi assolutamente nulla, sei svuotato. Uno non ci pensa tutto il tempo, e comunque non sarebbe un atteggiamento mentale sano, ma alla fine diremo addio a tutti coloro che amiamo, e nessuno può sapere quando quel momento arriverà... Se non guardi la cosa in questo modo, ti farà terribilmente male. (Yuri)
  • Nel linguaggio dei fiori, garofani bianchi significano: «Il mio amore è ancora vivo». (Edel)
  • Qui non c'è un "sotto" e un "sopra", mi hanno detto che quello che più desiderano gli astronauti è conoscere la loro posizione nello spazio, quindi questo è uno dei loro talismani preferiti. (Moglie di Yuri) [al marito che le chiedeva perché avesse una bussola come portafortuna]

Episodio 12, Un piccolo desiderioModifica

  • Hachi [riferito ai terroristi che vogliono colpire l'astronave "Sette"]: Ora ho capito, il loro scopo è creare la sindrome di Kessler[1].
    Ai: Mai sentita, che cos'è?
    Hachi: Generare detriti che ne producano di nuovi. Quando un detrito colpisce un corpo celeste artificiale, questo si frantuma: i frammenti si scontrano con altri oggetti creando nuovi residui. Un singolo detrito può generare miliardi di frammenti in un tempo brevissimo.
    Ai: Allora, cosa succederebbe se un oggetto grande come Sette esplodesse?
    Hachi: La Terra verrebbe circondata da rottami, e sarebbe totalmente spacciata.

Episodio 13, Vista con razziModifica

  • Kyūtarō: Senta un po', ma lei è autorizzato a copiare il programma?
    Yuri: Ovviamente è un reato. Ma solo se ci beccano.
  • L'unica cosa in cui mi hai battuto è essere nato prima di me. (Kyūtarō) [al fratello maggiore Hachi]
  • C'è un modo sicuro per individuare i bravi astronauti: i migliori sono quelli che ritornano sempre a casa. (madre di Hachi)
  • Avere delle certezze nella vita ti dà una grande forza. (Yuri)
  • Giovanotto, tu cerchi troppo di inquadrare tutto in categorie chiare e distinte. (vecchio) [a Yuri]
  • Dimmi, Kyūtarō, dove pensi che sia il vero confine fra la Terra e lo spazio? [...] Secondo me non c'è confine. Non c'è una separazione, non una reale. No... non ci sono dei veri confini in questo mondo. E credo che... sia giusto così. (Yuri)

Episodio 14, Punto di svoltaModifica

  • Gli uomini restano sempre un po' bambini. (Fee) [parlando di Hachi]
  • Se qualcuno mi dice che una cosa è proibita, a me viene ancora più voglia di farla. (Hachi)

Episodio 17, Un uomo fatto a modo suoModifica

  • Gorō: Un saggio un giorno disse: «La Terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere per sempre in una culla». Lo sai chi era?
    Hachi: Certo, è una famosa frase di Tsiolkovsky.
    Gorō: Esattamente. Una bella frase del padre dei voli spaziali.
    Hachi: Allora, non riesco a capire, perché lo fai? Giove...
    Gorō: Caro Hachirōta, purtroppo ti hanno ingannato, la frase di Tsiolkovsky non è che una madornale bugia.
    Hachi: Una bugia?
    Gorō: Quel furfante sognava di viaggiare fra le stelle all'alba del XX secolo, così ha mentito a tutti pur di realizzare il suo sogno. Quel nostro senpai era furbo, ha convinto l'intera umanità che il suo sogno personale era l'obiettivo da raggiungere. Sono venuto nello spazio perché lo desideravo, ora torno indietro perché mi ha stancato. Non ci può essere futuro se la gente ha paura di mettere i propri sogni al primo posto.
  • Hachi: Von Braun era un geniale scienziato tedesco, che durante la seconda guerra mondiale sviluppò per conto dei nazisti una rivoluzionaria arma missilistica detta V2. Quando ultimarono quel razzo che avrebbe distrutto tante vite umane, uno dei suoi collaboratori si voltò e disse: «Questa data segna la nascita della prima nave spaziale». E circa vent'anni dopo, in un nuovo Paese, von Braun spedì i primi uomini sulla Luna a bordo del gigantesco razzo Saturno.
    Ai: Dove vuoi arrivare?
    Hachi: Io credo di essere lo stesso tipo di persona.

Episodio 20, Primi passiModifica

  • A che serve una nave senza un porto a cui ritornare? (Gigalt)

Episodio 21, Tandem MirrorModifica

  • Non era una nave tutta mia che volevo, quando ho visto questa ho capito: quello che desideravo era una nave più potente di qualunque altro veicolo mai costruito prima. (Hachi, riferito alla Von Braun)

Episodio 22, FalsitàModifica

  • In fondo gli esseri umani sono soli. "Tu hai la tua vita, e gli altri hanno la loro": hai detto la stessa cosa a Tanabe, ricordi? Perciò, perché sei così arrabbiato con Hakim? In pratica avevi riposto tutte le tue speranze in lui, volevi qualcuno con cui compiere il tuo viaggio su Giove. Cheng-Shin non era all'altezza, ma Hakim... è un vero peccato, e proprio quando pensavi di esserti fatto un amico a conti fatti la gente è completamente sola. Anche le stelle che sembrano tanto vicine nel cielo, in realtà, sono separate da distanze immense, e fra quelle stelle non c'è altro che lo spazio buio, freddo e crudele. (Hachi)
  • Ho un'ultima lezione da impartirti, molto importante: ogni nave ha bisogno di un porto, che sia sempre lì ad aspettarla e che l'accolga quando finalmente tornerà a casa, un luogo caldo, sicuro... non dimenticarlo. (Gigalt, dal messaggio di addio per Hachi)

Episodio 26, PromesseModifica

  • Sai, Claire, se le persone ti fanno arrabbiare o ti feriscono di solito è perché ti importa di quello che pensano. Il contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza; se veramente non ti importasse di loro non le odieresti neppure. (Cheng-Shin)

NoteModifica

  1. Scenario proposto dal consulente NASA Donald J. Kessler nel quale il volume dei detriti spaziali, in caso di impatto tra due oggetti, cresce esponenzialmente. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.

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