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Pink Flamingos

film del 1972 diretto da John Waters

Pink Flamingos

Immagine John Waters by David Shankbone.jpg.
Titolo originale

Pink Flamingos

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1972
Genere film commedia, film a tematica LGBT, film drammatico, film dell'orrore, film poliziesco
Regia John Waters
Soggetto John Waters
Sceneggiatura John Waters
Produttore John Waters
Interpreti e personaggi

Pink Flamingos, film del 1972 con Divine, regia di John Waters.

Citazioni su Pink FlamingosModifica

  • È un film assolutamente disgustoso. E questo è il miglior complimento che io possa fare. (David Edelstein)
  • [Sulla scena di coprofagia] Non so proprio che gusto avesse, anche se tutti me lo chiedono. Sapeva, ecco, di merda, ecco che gusto aveva. [...] Fu davvero traumatico, e per un po' di tempo mi svegliavo al mattino pensandoci continuamente. (Divine)
  • Per anni la gente mi ha regalato statue di fenicotteri rosa. Alla fine me ne sono liberato, perché le odiavo. (Divine)
  • Pink Flamingos, come dice il trailer del film, diventa il «buco del culo dell'America», il suo buco nero anche in termini fantascientifici, la sua altra dimensione, il sintomo di una patologia profonda e l'emersione di un incoscio collettivo interessantissimo in una determinata epoca della storia e della società americana. (Vito Zagarrio)
  • Può provocare due reazioni: o ridi o corri via dal cinema urlando e vomitando contemporaneamente. (Chi Chi LaRue)

John WatersModifica

  • [Sulla scena dello stupro con il pollo] Anche il mio pubblico cult pensa che questa scena fosse un po' eccessiva. Ancora oggi non riesco a spiegarmi lo scalpore: due personaggi del film (Danny Mills e Cookie Muller) stanno facendo del sesso per finta con un pollo vivo fra i loro corpi. In qualche modo la testa del pollo viene tagliata via e non inaspettatamente il pollo muore. Prima che voi corriate a denunciarmi alla lega per la protezione degli animali, lasciate che vi informi che il cast cucinò e mangiò questo stesso pollo immediatamente dopo le riprese rendendo perciò il tutto, beh, moralmente etico, se volete. Fred non mangiava forse il pollo? Non mangia forse pollo la maggior parte delle persone che rimasero inorridite da questa scena? Come pensano che arrivi nei loro piatti? I polli non hanno attacchi di cuore, per Dio! Io lo presi in un negozio di «pollame fresco» così, in verità, gli ho fornito un rinvio dell'esecuzione dal braccio della morte. Non solo il pollo venne «scopato», così per dire, ma per giunta diventò anche famoso in un film. Effettivamente noi abbiamo reso migliore la vita di questo pollo. Non vorrei mai mangiare alcun cibo che non avesse rinunciato alla vita per me.
  • [Sulla scena finale] Divine raccolse la merda di cane e se la mise in bocca. La masticò, la spremette fuori dai denti con la lingua, ebbe deboli conati di voito e fece un ghigno da mangiatrice di merda alla macchina da presa. Ed entrò nella storia del cinema! Per la prima e ultima volta negli annali dell'exploitation, un finale di uno dei lungometraggi più economici che siano mai stati fatti!
  • È proprio un film da fattoni che fumano erba: ha un umorismo da fattoni, infatti l'ho scritto mentre ero fumato, così come gli spettatori erano fumati mentre lo guardavano e in effetti anche Divine era fumata quando ha accettato di mangiare la merda di cane.
  • Ho messo tutta questa roba in Pink Flamingos perché avevo soltanto dodicimila dollari con cui realizzare il film e dovevo inserirci delle cose che avrebbero spinto la gente ad andare a vederlo. Inoltre ho pensato che la gente dice sempre: «ma va a mangiare merda», e così ho pensato di farlo vedere. Questa è stata l'unica differenza, in effetti la gente ha sempre usato espressioni del genere. Inoltre, sapevo che sarebbe stato il primo e l'ultimo esempio nella storia cinematografica, che nessun altro avrebbe osato ripetere una cosa del genere, e che non era mai stato fatto prima. Però volevo che, una volta uscita dal cinema, alla gente rimanesse come ultima immagine proprio questa: dovevano ricordarsela; è come una di quelle battute pubblicitarie memorabili. [...] L'intera cosa è sempre stata uno scherzo.
  • Ho sempre pensato che potrebbe essere un'opera lirica perché è così teatrale e in effetti c'è una grassa signora che canta... e mangia anche della merda.
  • [Sulla scena finale] Mi resi conto che gli spettatori avrebbero avuto problemi a crederci persino senza un taglio. Nessun attore poteva essere così devoto all'«arte» del cinema da mangiare merda di cane, trasvestito da donna, unicamente per il divertimento del pubblico e per lo spettacolo. Ma nessuno si rendeva conto di quanto Divine amasse il cinema.
  • Ogni pidocchioso negozio di articoli usati e ogni salone di modibili di bassa condizione furono rovistati a fondo in cerca dei loro articoli più disgustosi. Una carta da parati leopardata e una targa con su scritto «Dio benedica la nostra casa mobile» completarono l'interno trash. Una palla di vetro blu smaltata e alcune statue di fenicotteri rosa piazzate nel prato si aggiunsero al perfetto set per la casa della «gente più disgustosa che esista».
  • Quello che ho tentato di fare io è di scioccare la gente facendola nello stesso tempo ridere: in effetti il mio umorismo è una forma di ansia, che a sua volta provoca l'umorismo. Voglio che la gente si senta nervosa perché ride di ciò che vede nei miei film.

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