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Philippe Nemo (1949 – vivente), scrittore e filosofo francese.

L'uomo strutturaleModifica

IncipitModifica

L'uomo strutturale: titolo che comprende due titoli per essere provocatorio. L'uomo? Lo si crede morto da quasi un secolo, anche se nessuno di coloro che sono persuasi di questa morte la creda fin d'ora compiuta e che l'erede sia già apparso. Strutturale? Non è morto anche lo strutturalismo? E che ha a vedere con l'uomo, esso che secondo i suoi rappresentanti più decisi è l'antiumanesimo stesso, fondato definitivamente in modo scientifico? La nostra ricerca tende a mostrare come il pensiero «strutturale», completamente diverso in ciò dallo strutturalismo – e che tuttavia poteva formularsi solo sulla sua scia – trascina nel suo corso l'acqua di un nuovo battesimo per l'uomo; e come l'uomo, morto come uomo dell'umanesimo, potrebbe giocarci lo scherzo di rinascere, ma trasfigurato da questo battesimo: risurrezione così riuscita e necessaria che ci si dovrà chiedere, dopo la sua cerimonia, quale senso può avere – risurrezione invero di chi non è mai morto.

CitazioniModifica

  • Tutto il segreto del non-essere-desiderio dell'uomo, sta in questa espressione: rinuncia al godimento, che gli psicanalisti prendono in un senso che viene a negarla: per essi non si rinuncia al godimento che per godere meglio. (p. 67)
  • L'inconscio parla sempre negli affari umani, ma non sempre ha ragione. (p. 67)
  • Il Sofista [...] è colui per il quale il Reale le «cose stesse» non valgono niente. Non vi si interessa. La sola cosa che lo interessa in esse è che esse circolino. Ugualmente egli desidera ciò che gli altri desiderano e perché essi lo desiderano. (p. 126)

BibliografiaModifica

  • Philippe Nemo, L'uomo strutturale (L'homme structurel), traduzione di Emilio Boccarini, Città Nuova Editrice, Roma 1979.

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