Paul Robeson

attore, cestista e cantante statunitense

Paul LeRoy Bustill Robeson (1898 – 1976), cantante, attore e attivista statunitense.

Paul Robeson

Citazioni di Paul RobesonModifica

  • Attraverso la sua profonda umanità, attraverso la sua saggia comprensione, [Iosif Stalin] ci lascia un'eredità ricca e monumentale. Soprattutto, ha tracciato la direzione delle nostre lotte presenti e future. Ha indicato la via per pace, per la coesistenza amichevole, per lo scambio di reciproci contributi scientifici e culturali, per la fine della guerra e della distruzione. Con quanta coerenza, con quanta pazienza ha lavorato per la pace e per una sempre maggiore abbondanza, con quale profonda gentilezza e saggezza. Lascia decine di milioni di persone in tutta la terra piegate in un dolore straziante.
    Ma, come lui ben sapeva, la lotta continua. Quindi, ispirati dal suo nobile esempio, alziamo lentamente ma con orgoglio la testa e marciamo in avanti nella lotta per la pace, per una vita ricca e gratificante per tutti.
Yes, through his deep humanity, by his wise understanding, he leaves us a rich and monumental heritage. Most importantly – he has charted the direction of our present and future struggles. He has pointed the way to peace - to friendly co-existence – to the exchange of mutual scientific and cultural contributions – to the end of war and destruction. How consistently, how patiently, he labored for peace and ever increasing abundance, with what deep kindliness and wisdom. He leaves tens of millions all over the earth bowed in heart-aching grief.
But, as he well knew, the struggle continues. So, inspired by his noble example, let us lift our heads slowly but proudly high and march forward in the fight for peace – for a rich and rewarding life for all.
[fonte 1]
  • L'artista deve scegliere se lottare per la libertà o la schiavitù. Io ho fatto la mia scelta. Non avevo alternative. La storia di quest'era è caratterizzata dalla degradazione del mio popolo: spogliato delle sue terre, la sua vera cultura distrutta, l'eguale protezione della legge[1] negata, e privato del posto che gli spetta nel rispetto dei suoi simili.
The artist must elect to fight for Freedom or for Slavery. I have made my choice. I had no alternative. The history of the era is characterized by the degradation of my people. Despoiled of their lands, their culture destroyed, they are denied equal protection of the law and deprived of their rightful place in the respect of their fellows.[fonte 2]
  • Nella Russia [sovietica] mi sono sentito per la prima volta come un essere umano nella sua interezza. Nessun pregiudizio razziale come nel Mississippi, nessun pregiudizio razziale come a Washington. Per la prima volta mi sono sentito un essere umano. [...]
    [«Perché non è rimasto in Russia?»] Perché mio padre era uno schiavo, e la mia gente è morta per costruire questo paese, e ho intenzione di restare qui, ed esserne parte proprio come Lei. E nessuno con tendenze fasciste mi farà cambiare idea. È chiaro? Io sono per la pace con l'Unione Sovietica, sono per la pace con la Cina; ma non sono per la pace con il fascista Franco o con i tedeschi nazifascisti. Sono per la pace con le persone decenti.
Mr. ROBESON: In Russia I felt for the first time like a full human being. No color prejudice like in Mississippi, no color prejudice like in Washington. It was the first time I felt like a human being. [...]
Mr. SCHERER: Why do you not stay in Russia?
Mr. ROBESON: Because my father was a slave, and my people died to build this country, and I am going to stay here, and have a part of it just like you. And no Fascist-minded people will drive me from it. Is that clear? I am for peace with the Soviet Union, and I am for peace with China, and I am not for peace or friendship with the Fascist Franco, and I am not for peace with Fascist Nazi Germans. I am for peace with decent people.[2][fonte 3]

NoteModifica

  1. Diritto garantito dalla prima sezione del XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America. Cfr. voce su Wikipedia.
  2. Dalla testimonianza del 12 giugno 1956 durante un'audizione di fronte alla Commissione per le attività antiamericane in quanto «promotore della causa comunista». Per un approfondimento sull'audizione, cfr. la voce dedicata su Wikipedia in lingua inglese.

FontiModifica

  1. Da (EN) To You Beloved Comrade, New World Review, vol. 21, n. 4, aprile 1953, pp. 11-13; ristampato per la raccolta (EN) Paul Robeson speaks: writings, speeches, interviews, 1918-1974, a cura di Philip Sheldon Foner, Citadel Press, New York, 2002, pp. 347-349. ISBN 978-080650815-3.
  2. Da (EN) Here I Stand, Beacon Press, Boston, 1958, p. 53; citato in (EN) Acklyn R. Lynch, Paul Robeson: His Dreams Know No Fronter, Journal of Negro Education, vol. 45, n. 3, estate 1976, p. 227.
  3. Citato in (EN) Tony Petrucci, Paul Robeson and the Cold War perfomance complex: race, madness, activism, University of Michigan Press, Ann Arbor, 2012, p. 170. ISBN 978-0-47205168-7.

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