Patrizio Oliva

ex pugile italiano

Patrizio Oliva (1959 – vivente), ex pugile italiano.

Citazioni di Patrizio Oliva

modifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Pensi, ogni giorno mi facevo a piedi il percorso di tre autobus: da casa mia alla palestra Fulgor. Non avevo soldi.[1]
  • Ho atteso fino ai 16 anni per combattere. Alla Fulgor ci sono ancora le tacche sulla porta che segnavano la mia altezza. Seguivo mio fratello. Faceva il pugile e lo obbligavo a portarmi con lui. Era meccanico. Gli dicevo: io ti preparo la borsa, ma vengo con te. Non mi è mai passata la voglia.[1]
  • Mi occupo di attività giovanile delinquenziale, ragazzini delinquenti perché il genitore è in galera e il dirimpettaio uno spacciatore. Le carceri minorili devono essere educative, non punitive. Ogni reato dovrebbe condannare a 3 anni. Per estirpare i ragazzi dal loro ambiente. Sei mesi dentro, eppoi fuori e tutto ricomincia. No, tratteneteli e insegnate sport, arte musica, artigianato. Fate nascere qualcosa dentro di loro.[1]
  • Guardi che non lo ordina il medico di prendere pugni. Se riesci a evitarli è meglio.[1]
  • La criminalità recluta solo ignoranti. [...] Nelle carceri minorili italiane non c'è nessuno che sia istruito.[2]
  • Sono felicissimo quando si creano strutture di aggregazione sportiva all'interno della scuola. Sconfiggiamo la dispersione scolastica che è il primo terreno di coltura della criminalità. Tuteliamo i nostri figli, sottraiamoli alle grinfie di chi vuole approfittarne.[2]
  • Da piccolo mi guardavo allo specchio e sognavo di diventare un giorno campione. Un risultato che ho ottenuto con tanti sacrifici. Non date retta a chi vi dice che bisogna seguire scorciatoie facili.[2]
  • Canto sempre, con un complesso, un gruppo di amici. Per dimostrare che il pugile non è un imbecille che fa solo a cazzotti. Ho insegnato la boxe a Massimo Ranieri per interpretare Marcel Cerdan. [...] Facevamo bellissimi duetti, tra canto e pugni, nelle prove. Giuseppe Patroni Griffi mi disse: perché non interpreti il suo avversario? No, a teatro se sbagli una battuta, rovini tutti. Al cinema ci avrei provato.[1]
  • Oltre a perdere un grande uomo di sport perdo un grande amico. Pietro con lo spirito, il sudore e la fatica ha compiuto imprese impossibili, a Mosca nei 200 metri all'uscita di quella curva era quarto e riuscì nella rimonta incredibile. [...] Pietro è un grande esempio per tanti giovani che vogliono intraprendere lo sport, si è sempre battuto contro il doping perché un atleta deve essere leale e pulito, anch'io ho sempre seguito questa sua filosofia. Oggi invece molti atleti pur di avere un quarto d'ora di celebrità sono disposti a tutto, Pietro invece ha sempre avuto dentro di sé lo spirito olimpico, ed io mi sono sempre rivisto in lui, ha sempre gareggiato con la forza del proprio fisico.[3]
  • [Il ring] Questa è la mia terra, la mia terra amata e martoriata, lo spazio in cui l'uomo si mette a nudo nella sua solitudine, lo spazio dove riesco a sentire la leggerezza del mio corpo e rivedo davanti a me, come in un film, i pugili che mi hanno mostrato l'eleganza e la precisione, che mi hanno insegnato come muovere il tronco e le gambe, come resistere e reagire, come respirare, Ubaldo, come il respiro di mio padre che ha spazzato via la morte dal suo corpo di bambino.
    Sono qui, ora, di fronte a te, tra queste sedici corde oltre le quali non esiste più nulla, non c'è tempo o spazio, né futuro o passato, ma solo eterno attimo presente.[4]
  • Lo sconfitto è colui che si siede e cerca di analizzare le cause di una battuta d'arresto, il perdente invece non accetta le critiche e vuole sempre sentirsi dire che tutto va bene. Ma io sono per la verità.[5]
  • [Sull'uso o meno del caschetto nella boxe dilettantistica] Non voglio fare lo sbruffone, ma io sono diventato un fenomeno della mia epoca senza. Si imparava a difendersi, mentre ora, così tutti coperti... [...]. Non c'è più la tecnica. Ma io dico: l'hai vista la squadra italiana? Tutti che combattono con le mani sulle palle, nessuno che sa più come ci si difende. Ma chi si credono di essere? Presuntuosi: prendono i cazzotti in bocca e fanno i professori.[6]

Citazioni su Patrizio Oliva

modifica
  • Ho sempre mantenuto i metodi tradizionali, appresi da Parisi. Il focus era abituare il fisico a fare le cose, acquisire schemi motori che mi permettessero esecuzioni immediate, senza pensarci su, al momento opportuno. La ripetizione degli schemi è essenziale, è quello che dico sempre ai giovani: ripetere ripetere ripetere. L'unico che ha apportato qualche cambiamento è stato Patrizio Oliva, che avevo già avuto come allenatore in nazionale, ma nella sostanza il suo metodo non differiva molto da quello di Giovanni Parisi. (Giacobbe Fragomeni)
  1. a b c d e Dall'intervista di Riccardo Signori, Oliva: "Estirpiamo i ragazzi dall'ambiente che li rovina", ilgiornale.it, 28 gennaio 2009.
  2. a b c Citato in: Oliva, criminalità recluta ignoranti, ansa.it, 26 gennaio 2016.
  3. Citato in Morto Mennea, Sara Simeoni: "Se n'è andato un pezzo della mia vita", repubblica.it, 21 marzo 2013.
  4. Da Sparviero, con Fabio Rocco Oliva, prefazione di Maurizio de Giovanni. Sperling & Kupfer, Firenze – Milano, 2014, p. 10. ISBN 9788820091729
  5. Citato in Pugilato, Russo eliminato: "È uno schifo". Poi litiga con Oliva, repubblica.it, 10 agosto 2016.
  6. Citato in Marco Lombardo, Oliva: "Prendono cazzotti e si credono professori...", ilgiornale.it, 10 agosto 2016.

Altri progetti

modifica