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Paolo Bertolucci

tennista e commentatore televisivo italiano

Paolo Bertolucci (1951 – vivente), ex-tennista italiano.

Citazioni di Paolo BertolucciModifica

  • Adriano, l'amico di una vita. Siamo cresciuti assieme, quando lo conobbi a Cesenatico avevo 11 anni e lui 12 e mi stava davvero poco simpatico con quell'aria da fighetto. Poi dividemmo la camera assieme a Formia, quindi prendemmo un appartamento in comune a Roma, fui pure il testimone del suo matrimonio e in campo ne abbiamo vissute davvero tante. Della Davis e delle magliette rosse per contestare il regime di Pinochet nella finale in Cile si sa già tutto, ma se apro il libro dei ricordi non la smetto più.[1]
  • Con lui ho uno splendido rapporto, questo sì e scherziamo spesso. Cosa gli dico? "Dai Fed, fammi toccare il braccio, è sublime, da pittore del tennis, da artista dei campi, se lo sfioro divento fortissimo anche io..." e ridiamo di gusto davanti a chi, un po' sconcertato, assiste alla scenetta.[1]
  • Il tennis si gioca soprattutto all'estero e gli italiani soffrono la lontananza, sono dei provinciali, si adattano alle condizioni, alla lingua e all'alimentazione peggio, molto peggio degli altri. E ancora: gli italiani non sanno investire su loro stessi. Un giocatore straniero con i primi soldi che guadagna si costruisce un suo team: coach, fisioterapista e preparatore atletico. Spende per migliorarsi. I nostri, invece, si "sparano" subito il macchinone o lo yacht o la villona e risparmiano su figure ormai fondamentali per la crescita. Mi spiace, sono pessimista: nel tennis siamo indietro come in altri campi dello sport e non solo. Oh, naturalmente sarei felicissimo di sbagliarmi.[1]
  • [Paragonandolo a Sampras] Non so se lo raggiungerà, perché vincere tanto è frutto di tante congiunture, ma un fatto è certo, tra i due non c'è paragone: Roger è molto meglio e non lo dico solo io, basta sentire quello che i più grandi campioni sostenevano a Wimbledon.[2]
  • [Sul tennis moderno] Oggi è cambiato tutto: le racchette, le palle, l'abbigliamento, la metodologia d'allenamento, si colpisce con estrema violenza e io ero uno molto tecnico... sinceramente, non credo che oggi mi sarei trovato molto bene.[1]
  • [Su Djokovic nel 2011] Più aggressività e spinta di Lendl, più varietà nelle botte da fondo di Nadal. Eppoi, riflessi, mobilità, posizione avanzata, impatto con la palla e, quindi, risposta da doppista. Rafa non reggeva le pallate da dietro e col rovescio rallentava, e Nole l'ha massacrato: ha più armi tecniche.[3]
  • Qua bisogna stabilire se il tennis è questo, e allora noi giochiamo a un'altra cosa, o se il tennis è quello che giochiamo noi, e allora Federer a cosa sta giocando?[4]
  • Tennisticamente è molto meglio Roger, io un giocatore così non l'ho mai visto: è un tennista completo. Questa è la vera differenza, Federer è perfetto in tutti i colpi ed è competitivo su tutte le superfici.[2]

NoteModifica

  1. a b c d Citato in Giovanni Marino, Il segreto di braccio d'oro Bertolucci:"Potevo allenare Federer", Repubblica.it, 8 aprile 2010
  2. a b Citato in Roberto Perrone, Federer, è partita la caccia a Sampras, Corriere della sera, 5 luglio 2005
  3. Citato in Vincenzo Martucci, Djokovic, questione di tempo, Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2011
  4. Citato in Sandro Veronesi, Federer un esempio di perfezione come Comaneci, Coppi, Jordan e Alì, Gazzetta dello Sport, 21 marzo 2012.

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