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Pane e tulipani

film del 1999 diretto da Silvio Soldini

Pane e tulipani

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Titolo originale

Pane e tulipani

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1999
Genere Commedia
Regia Silvio Soldini
Sceneggiatura Doriana Leondeff
Interpreti e personaggi
Note

Pane e tulipani, film italiano del 1999, regia di Silvio Soldini.

  • Le cose belle sono lente. (Fermo)
  • Bisogna imparare ad aspettare. (Fermo)
  • [Riferendosi al fucile] Apparteneva al nonno di mia moglie, l'ultima volta ha sparato a Caporetto, ma come può notare è stato accuratamente preservato dalle insidie della ruggine e dall'usura del tempo; al suo posto eviterei qualsiasi azione che possa indurmi a mostrare l'efficienza della sua meccanica. (Fernando)
  • Grazia guardami: ho passato con te i momenti più belli della mia vita, io sapevo che c'eri ma non sapevo dov'eri; adesso ti ho trovata e adesso so cos'è la felicità, devi credermi, ti scongiuro. (Costantino)
  • Ancora una volta la felicità ha battuto invano alla mia porta. (Fernando)
  • Rosalba, da quando lei è partita la vita è una palude
    la notte mi tormenta e il giorno mi delude
    se ho fatto questo viaggio vi è un'unica cagione
    che lei torni ad illuminar la mia magione. (Fernando)
  • L'apparenza la penalizza. (Fernando riferendosi ad Adele, la madre di suo nipote Eliseo)
  • Intenderei calare negli Abruzzi e ricondurre qui Rosalba. Due compagni mi seguiranno nell'impresa. (Fernando al fioraio anarchico Fermo)
  • Le canne non so' droga, so' canne. (Il figlio minore)
  • Non vorrei sembrarle precipitosa, ma... se ci dessimo del tu? (Rosalba rivolta a Fernando, mentre ballano, nell'ultima scena del film)
  • Rosalba[in sogno, giustificando la carta da parati della stanza d'albergo dove dorme]:Sono di passaggio!
    Suocera: E chi non lo è?
  • Rosalba: Quando avevo dodici anni mio nonno mi aveva un po' insegnato, poi dopo è caduto da un ponte in costruzione.
    Fernando: Suo nonno si dedicava alla costruzione di ponti?
    Rosalba: No. Una notte tornava a casa in bicicletta e credeva che l'avevano finito.
    Fernando: La distrazione a volte può rivelarsi fatale
  • [All'indomani della partenza di Rosalba per Pescara]Eliseo: Nonno, cos'è che ti consuma?
    Fernando: Nulla, Eliseo, nulla.
    Eliseo: So che le tue parole mi suoneranno oscure, ma un giorno capirò. Me l'hai detto tante volte.
    Fernando: Ciò che mi consuma è la mia stoltezza... Ancora una volta la felicità ha battuto invano alla mia porta.
    Eliseo: E tu non hai aperto?
    Fernando: Sono stato sordo. E ora languo.

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