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Onorato Orsini (-), giornalista e critico cinematografico italiano.

IncompresoModifica

IncipitModifica

L'operazione era delicata, arrischiata, non priva di trappole seppure ricca di suggestioni. Si trattava, per Comencini, di mettere mano a un famoso romanzo inglese dell'Ottocento, quel monumento di calcolata malizia narrativa, quel capolavoro di lacrimevole effettismo che è Incompreso di Florence Montgomery. Un romanzo che ha fatto singhiozzare almeno tre generazioni di adolescenti (britannici e no) col suo ridondante carico di patetismo, esasperato. E di tradurlo per noi sullo schermo in forma diversa, superando anche nel linguaggio la sua arcaica struttura e il suo insegnamento, per trarne un'opera moderna soprattutto sotto il profilo didattico.

CitazioniModifica

  • Un'operazione delicata, arrischiata, che Comencini ha affrontato con serietà, responsabilità, preciso senso della realtà contemporanea; e ha risolto, si deve dire, con garbo, leggerezza di tocco, ammirevole continuità di invenzione e trasfigurazione poetica, cercando e trovando – nelle immagini del film – un quasi miracoloso equilibrio tra l'universo incantato e fragile dell'infanzia e quello disincantato e irresponsabile (non volpevole, no, soltanto distratto) degli adulti. Dei padri.
  • Da un racconto per i figli, Comencini ha saputo trarre, sapientemente, un film destinato ai padri. Un film che non è un insegnamento, ma soltanto un invito a meditare, a tentare di essere noi migliori oggi perché i nostri figli possano esserlo domani.

[Onorato Orsini, Incompreso, La Fiera Letteraria, 23 febbraio 1967]