Nikol Pashinyan

politico armeno

Nikol Pashinyan (1975 – vivente), politico armeno.

Pashinyan nel 2018

Citazioni di Nikol PashinyanModifica

  • Non c'è nazione al mondo riluttante alla pace; non esiste un genitore che non desideri cieli limpidi e senza nuvole per il suo bambino in piedi sul confine.[1]
  • Il popolo armeno era preparato alla possibilità di una guerra. Ci siamo resi conto che l'armenofobia, l'inimicizia e l'odio con cui la dittatura azera ha continuato a istigare la sua popolazione, non hanno potuto portare a nessun'altra conseguenza, se non la guerra. (da un discorso tenuto dopo l'inizio degli scontri nel Nagorno-Karabakh del settembre 2020)[2]

Da Pashinyan: L'Artsakh non è una disputa territoriale

Karabakh.it, 21 novembre 2019

  • Tutti voi qui sapete che l'Armenia si trova in una regione instabile con molti rischi e sfide per la sicurezza. I conflitti irrisolti, che stanno producendo continue tensioni, una corsa agli armamenti e una politica di odio, sono ancora vivi nel Caucaso meridionale.
  • [Sul Conflitto del Nagorno Karabakh] Le radici del conflitto risalgono ai primi giorni dell'Unione Sovietica quando una regione armena con il 95% della popolazione armena fu assegnata all'Azerbaigian con una decisione arbitraria del partito comunista. Ciò è accaduto a seguito di un accordo raggiunto tra la Russia bolscevica e la Turchia kemalista nei primi anni '20.
  • Le autorità azere si rifiutano di negoziare con i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Sostengono che il Nagorno Karabakh dovrebbe essere considerato una parte indivisibile dell'Azerbaigian. Ma questa è davvero una posizione molto strana. Da un lato, le autorità azere vogliono che il Nagorno Karabakh faccia parte della loro integrità territoriale. D'altra parte, non vogliono dialogare con i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Non è un po' strano? Cosa significa questa posizione? Ciò significa che le autorità azere in realtà non vogliono negoziare con il popolo del Nagorno Karabakh, solo perché vogliono solo i territori ma non le persone. Per essere più precisi – territori, senza le persone.
  • L'armenofobia è diventata una politica statale in Azerbaigian.
  • I cittadini di qualsiasi paese che hanno un cognome armeno o sospettati di avere un'origine etnica armena non possono entrare in Azerbaigian.
  • Un'escalation militare nella nostra regione avrà conseguenze disastrose anche con un impatto globale. Apparentemente, l'Azerbaigian, essendo impegnato in ostilità, potrebbe fornire un terreno fertile per quei terroristi che hanno perso terreno in Siria e Iraq e ora sono alla ricerca di nuovi territori per avviare le loro operazioni. Geograficamente, l'Azerbaigian potrebbe diventare una base perfetta per loro di penetrare in tutte e quattro le direzioni verso sud, nord, est e ovest.

Da «Aiutare i siriani che soffrono è per noi un dovere morale»

Intervista di Maurizio Caprara, Corriere.it, 24 novembre 2019

  • Assistere i rifugiati siriani per noi è una sorta di missione morale.
  • Ai tempi dell'Impero Ottomano il popolo siriano salvò tanti armeni dalle forze militari imperiali. Perciò in questi tempi nei quali i siriani soffrono noi non potremmo stare in disparte.
  • Più di un secolo dopo il genocidio la Turchia è percepita ancora dagli armeni come possibile minaccia per la nostra sicurezza. E da circa trenta anni il nostro confine è chiuso dalla parte turca, non dalla nostra. Dal lato armeno è aperto.
  • Abbiamo un conflitto e andrebbe risolto. Quando diventai premier proposi una formula. Dissi che ogni soluzione doveva essere accettata dal popolo dell'Armenia, dal popolo del Nagorno-Karabakh e dal popolo dell'Azerbaijan. Sono stato l'unico leader armeno a pronunciarsi così. Ho avuto pesanti critiche nel mio Paese. Molti hanno detto: perché il leader armeno dovrebbe prendersi cura del popolo dell'Azerbaijan?

NoteModifica

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