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Nicolas Grimal

egittologo francese

Nicolas Grimal (1948 – vivente), egittologo francese.

L'antico EgittoModifica

IncipitModifica

Di primo acchito, la civiltà egiziana dà l'impressione di un insieme coerente, cui una durata fuori dell'ordinario conferisce un posto del tutto particolare nella storia dell'umanità. Essa sembra apparire, già formata, verso la metà del IV millennio a.C., per dissolversi soltanto alla fine del IV secolo d.C., e questi circa quaranta secoli lasciano l'impressione di una stabilità immutabile, raccolta intorno ad una istituzione politica che nulla, neppure le invasioni, ha mai messo in crisi.

CitazioniModifica

  • Cheope, in egiziano Khufu, abbreviazione di Khnum-Khuefui «Khnum mi protegge» ebbe veramente un destino singolare. La sua piramide fece sì che egli venisse considerato, sin dalla più remota antichità, il simbolo per eccellenza del monarca assoluto […]. (cap. IV L'Antico Regno)
  • Gli Egiziani non conservarono un ricordo di Cheope buono come quello che avevano di Snefru[1], anche se il suo culto è attestato sino all'epoca saitica[2] e la sua popolarità fu grande al tempo della dominazione romana. È Cheope il re che nel Papiro Westcar si fa narrare storie meravigliose dei regni dei suoi predecessori. Nel racconto egli appare sotto l'aspetto tradizionale del leggendario sovrano orientale, piuttosto benevolo e avido di narrazioni fantastiche, gentile con gli inferiori, ma incurante della vita umana. La costruzione della sua tomba sembra essere una delle sue principali preoccupazioni […]. (cap. IV L'Antico Regno)
  • A parte la tradizione letteraria, Cheope è poco conosciuto: paradossalmente, di colui che fece costruire il maggior monumento di tutto l'Egitto e una delle sette meraviglie del mondo, non possediamo che una statuetta in avorio alta 9 cm., che lo rappresenta seduto su di un trono cubico, abbigliato con il gonnellino shendyt e con la corona rossa del Basso Egitto sul capo. (cap. IV L'Antico Regno)
  • L'originalità di Akhenaton consiste nell'aver focalizzato ogni caratteristica creatrice sul Disco solare, manifestazione tangibile del supremo potere divino alla portata di tutti. Il faraone, in tal modo, fornì ai suoi sudditi un'immagine facile da comprendere ed evitò la delega ad un clero specializzato, unico e solo in grado di servire da intermediario tra gli uomini e un dio impenetrabile. (cap. X Akhenaton)
  • [Ramses II] Egli è certo il faraone più noto della storia egiziana, colui che è diventato un simbolo di questa civiltà, come le piramidi. Il suo regno è di gran lunga il più glorioso, ma soprattutto il più conosciuto: infatti, in sessantasette anni di esercizio del potere, Ramses coprì la valle del Nilo di monumenti e lasciò nella storia del Vicino Oriente una traccia incancellabile. La sua personalità eccezionale si impose in un'epoca che era anch'essa fuori del comune, per l'importanza dei continui confronti tra i grandi imperi orientali. (cap. XI I Ramessidi)

NoteModifica

  1. Snefru (Hor Nebmaat) (... – 2609 a.C.), faraone della IV dinastia, padre di Cheope.
  2. Epoca della XXVI dinastia (dal 672 a.C. al 525 a.C.). Prende il nome da Sais, città che fungeva da capitale in quel periodo.

BibliografiaModifica

Nicolas Grimal. L'antico Egitto (Histoire de l'Égypte ancienne), traduzione di Gabriella Scandone Matthiae, edizione speciale per il Corriere della Sera, RCS Quotidiani, Milano, 2004.

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