Musica sacra

stile musicale

Citazioni sulla musica sacra.

  • La musica sacra, come parte integrante della solenne liturgia, ne partecipa il fine generale, che è la gloria di Dio e la santificazione e edificazione dei fedeli. Essa concorre ad accrescere il decoro e lo splendore delle cerimonie ecclesiastiche, e siccome suo officio principale è dì rivestire con acconcia melodia il testo liturgico che viene proposto all'intelligenza dei fedeli, così il suo proprio fine è di aggiungere maggiore efficacia al testo medesimo, affinché i fedeli con tale mezzo siano più facilmente eccitati alla devozione e meglio si dispongano ad accogliere in sé i frutti della grazia, che sono propri della celebrazione dei sacrosanti misteri.
    La musica sacra deve per conseguenza possedere nel grado migliore le qualità che sono proprie della liturgia, e precisamente la santità e la bontà delle forme, onde sorge spontaneo l'altro suo carattere, che è l'universalità.
    Deve essere santa, e quindi escludere ogni profanità, non solo in se medesima, ma anche nel modo onde viene proposta per parte degli esecutori.
    Deve essere arte vera, non essendo possibile che altrimenti abbia sull'animo di chi l'ascolta quell'efficacia, che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l'arte dei suoni. Ma dovrà insieme essere universale in questo senso, che pur concedendosi ad ogni nazione di ammettere nelle composizioni chiesastiche quelle forme particolari che costituiscono in certo modo il carattere specifico della musica loro propria, queste però devono essere in tal maniera subordinate ai caratteri generali della musica sacra, che nessuno di altra nazione all'udirle debba provarne impressione non buona.
    Queste qualità si riscontrano in grado sommo nel canto gregoriano, che è per conseguenza il canto proprio della Chiesa Romana, il solo canto ch'essa ha ereditato dagli antichi padri, che ha custodito gelosamente lungo i secoli nei suoi codici liturgici, che come suo direttamente propone ai fedeli [...].
    Per tali motivi il canto gregoriano fu sempre considerato come il supremo modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell'andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme. (Papa Pio X)
  • La musica sacra svolge anche un altro compito, quello di saldare insieme la storia cristiana: nella Liturgia risuonano il canto gregoriano, la polifonia, la musica popolare e quella contemporanea. È come se in quel momento a lodare Dio ci fossero tutte le generazioni passate e presenti, ognuna con la propria sensibilità. Non solo, ma la musica sacra – e la musica in genere – crea ponti, avvicina le persone, anche le più lontane; non conosce barriere di nazionalità, di etnia, di colore della pelle, ma coinvolge tutti in un linguaggio superiore, e riesce sempre a mettere in sintonia persone e gruppi di provenienze anche molto differenti. La musica sacra riduce le distanze anche con quei fratelli che a volte sentiamo non vicini. (Papa Francesco)
  • Musica e canto sono al servizio del culto e al culto subordinati; e pertanto devono essere sempre decorosi: grandi, pur nella semplicità; solenni, a volte, e maestosi: sempre il meno indegni possibile dell'infinita sovreccellenza di Dio, a Cui si dirigono e dello spirito umano che intendono esprimere. Devono essere capaci di mettere l'anima in devoto contatto con il Signore, suscitando ed esprimendo sentimenti di lode, di implorazione, di propiziazione, di rendimento di grazie; di gioia ed anche di dolore; di amore, di fiducia, di pace.
    Quale gamma ricca d'ogni intima melodia e d'ogni più varia armonia. Se questa è la funzione essenziale della musica sacra, come si potrebbero accettare maniere espressive veramente povere o banali?; o indulgenti ad un distraente estetismo?; o improntate ad un tecnicismo prevalente ed eccessivo, che sarebbe sì riflesso di una delle peculiarità della nostra epoca – indubbiamente chiamata a raggiungere Dio in tutte le sue manifestazioni –, ma che per entrare nel sacro avrebbe bisogno della mediazione di un'arte genuina?
    Se non possiede ad un tempo il senso della preghiera, della dignità e della bellezza, la musica – strumentale e vocale – si preclude da sé l'ingresso nella sfera del sacro e del religioso. [...] Non indistintamente tutto ciò che sta fuori del tempio (profanum) è atto a superarne la soglia. (Papa Paolo VI)

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