Mario Roatta

generale e agente segreto italiano (1887-1968)

Mario Roatta (1887 – 1968), generale italiano.

Mario Roatta

Citazioni di Mario Roatta

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  • Nel 1939 l'esercito italiano mancava: di tutto l'attrezzamento moderno previsto dal programma di riarmo in atto, la cui realizzazione si iniziava appunto in quell'anno; di una parte del materiale che avrebbe dovuto essere in distribuzione alle unità permanenti; di una parte del materiale che occorreva per mobilitare tali unità; di gran parte del materiale occorrente alle unità da costituire ex-novo all'atto della mobilitazione; di una parte delle dotazioni di partenza tanto per le unità permanenti tanto per quelle di nuova costituzione.[1]

Citazioni su Mario Roatta

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  • La fuga [dall'ospedale militare il 4 marzo 1945] di Roatta scatenò a Roma una grandiosa e aspra manifestazione popolare che culminò con l'invasione del Viminale[2] e l'esibizione del corpo di un militante morto poco prima, in prossimità del Quirinale, per lo scoppio di una bomba. In tutti gli ambienti della città si aveva la certezza che la fuga, alla vigilia della condanna e quindi della possibile ritorsione di Roatta, era organizzata dal SIM[3] con la complicità, se non con la direzione, degli Alleati. (Silverio Corvisieri)
  • Roatta non aveva il fisico del condottiero. Con gli occhiali e la incipiente pinguedine – caratteristiche comuni a troppi alti ufficiali italiani del tempo – era un tipico generale da tavolino e da corridoio, capace di destreggiarsi egregiamente nelle rivalità e negli intrighi che inquinavano i vertici delle Forze Armate, abile nel tessere ottimi rapporti con la gerarchia fascista. (Indro Montanelli e Mario Cervi)
  1. Da M. Roatta, Otto milioni di baionette, Mondadori, 1946; citato in Ruggero Zangrandi, Il lungo viaggio attraverso il fascismo, Universale economica, Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano, 1963, Appendice 5, pp. 429-430.
  2. All'epoca sede della Presidenza del Consiglio e di Ministero degli interni.
  3. Servizio informazioni militare. Roatta era stato direttore del SIM dal febbraio 1934 all'agosto 1939.

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